Io casco

di Stefano Pancari
io casco

Io casco, ma se casco senza casco che fine faccio? Madre Natura ha creato qualcosa di tanto bello quanto fragile come il corpo umano. Non abbiamo esoscheletri, non abbiamo particolari pelurie e la nostra struttura ossea resiste parzialmente agli urti. Il cervello, che è tra le parti fondamentali per la nostra vita, è protetto da uno scrigno prezioso e resistente come la scatola cranica, ma quanto è resistente? La scienza ci insegna che il cranio per fratturarsi deve subire una forza pari a 20 kg/cm3. Mi sono chiesto anche io cosa significhi una forza del genere ed ho scoperto che è l’equivalente di un bambino incazzato che ti prende a pugni. Quindi un bambino può spaccarci la testa? No, perché quella forza dovrebbe concentrarsi in un cubetto di un centimetro per lato del nostro corpo. Sappiamo che è una approssimazione perché aree come le zone temporali sono molto meno resistenti, ma capiamo anche che non abbiamo la scorza di un rinoceronte.

Non sono mai stato una scintilla in fisica. Sarà per il fatto che al liceo mi nascondevo in palestra a giocare a pallacanestro piuttosto che farmi interrogare dalla prof Paxia, santa donna (a pallacanestro ero pure una frana). Per forza di cose ho recuperato ad Ingegneria e sono tra quelli che si ricorda che la seconda legge di Newton ci dice che una forza di un oggetto in movimento è data dal prodotto della sua massa per la sua accelerazione. Tutto questo per dire che un essere umano tra i 50 e gli 80 kg, su una bicicletta o un monopattino la cui velocità è di 20 o 30 km/h, cadendo e impattando con l’asfalto e magari con uno spigolo, assorbe una forza ben superiore a quella del bambino incazzato. E se quel Mike Tyson di asfalto colpisse la nostra testa cosa succederebbe?

Io casco, ma se casco ho il casco che mi protegge.

 

io casco

Fonte: Corriere TV

In questi giorni l’Amministrazione di Firenze sta con forza divulgando una campagna per l’uso del casco, non tanto in motorino dove l’uso del casco è un gesto ormai assodato, ma durante l’uso di biciclette e monopattini. Che bel mondo ci diremmo noi che alle cose della sicurezza siamo molto sensibili, ma il mondo e la cultura non sono fatti da pochi ma da molti. Sappiate che le Società di noleggio dei monopattini hanno vinto recentemente il ricorso al Tar contro la disposizione comunale che disponeva l’uso del casco su quelle trappole mortali. Cultura. Purtroppo la cultura per cui ci sono ben altre priorità che ridicolizzano il rischio di morire è più diffusa di quanto si pensi. Nella grande agorà dei social la notizia ha scatenato la polemica da parte di coloro che sono haters dell’Amministrazione, degli haters a prescindere e addirittura da parte di coloro che inneggiano al libero arbitrio. Esatto, esistono persone che in nome della libertà mettono a repentaglio la propria vita. Geni incompresi. Incompresi da me che non capisco come la libertà, il dono più prezioso della nostra vita, possa favorire i comportamenti che potrebbero metterle fine. Se andassimo a leggere la giungla di commenti apprenderemmo dai detti geni che, se metteranno l’obbligo del casco in bicicletta e monopattino, tanto vale metterlo anche per i pedoni e per le attività domestiche perché il rischio è lo stesso. Sono così accalorati che sembrano essere tutti centauri sulla loro chopper degli anni ’60 sotto il caldo cocente della Route 66.

 

io casco

 

In questi giorni è uscito il secondo singolo del nuovo album di Caparezza, La Scelta. Un paio di settimane fa avevo parlato del suo primo singolo che parla di cambiamento e mi comincia a venire il dubbio che il Sig. Salvemini sia inconsapevolmente un Ambassador della salute e della sicurezza. La canzone parla della scelta di Beethoven che ha dedicato la vita alla musica e della scelta di Mark Hollis che ha lasciato il palco per l’amore della famiglia. Traspare nel testo che abbiamo un gran dono che è il libero arbitrio e, qualunque sia la nostra scelta, dobbiamo rispettarla perché ciascuno della propria vita fa quel che sente e vuole.

Io la mia scelta patetica ed eroica l’ho fatta. Io mi metto il casco e, se è una scelta in controtendenza contro i guru del web me ne fotto, d’altronde nei giorni nostri comportarsi in modo sicuro è rock!

BE SAFE! BE ROCK!

Sono contento della scelta che ho fatto
Nemmeno un rimorso
Nemmeno un rimpianto
Sì sono contento
Che bella scoperta
Non serve nient’altro
Che fare una scelta
Patetica, eroica

 

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