28 aprile 2024: sostenibilità e sicurezza messe a confronto

di Rita Stagnoli
28 aprile 2024: sostenibilità e sicurezza messe a confronto

Le tematiche di sostenibilità, anche dette ESG (Environmental, Social and Governance), stanno mano a mano prendendo sempre più spazio all’interno delle aziende e non solo, e tutti noi ne sentiamo sempre più spesso parlare.

Se da una parte, infatti, la normativa – in primis europea, pensiamo alla CSRD la Corporate Sustainability Reporting Directive, che formalizza il bilancio di sostenibilità e lo rende obbligatorio, anno dopo anno, per un numero sempre maggiore di aziende – si è mossa per introdurre adempimenti che portano le aziende ad impegnarsi verso degli obiettivi concreti di sostenibilità, dall’altra è anche il mercato che diventa via via sempre più attento a compiere scelte di acquisto che rispettino requisiti di etica ambientale e sociale.

In tale scenario, l’impegno e gli investimenti nei temi ESG non sono più una scelta per gli imprenditori, ma devono diventare parte integrante del business, pena non solo il mancato adempimento delle normative, ma soprattutto il mancato raggiungimento degli obiettivi di vendita o di partnership con altre aziende, e quindi a cascata il peggioramento dell’economicità e l’interruzione dell’attività stessa.

E in questo sta forse la chiave che fa emergere la grande differenza tra le tematiche di sostenibilità, soprattutto ambientale, rispetto a quelle di salute e sicurezza: l’attenzione del mercato.

Dove la norma non arriva, arriva il fatturato.

Questo perché in un Paese come il nostro, dove la certezza della pena è un miraggio, la percezione di perdere una fetta di clienti è un rischio molto più sentito.

Siamo tutti testimoni del fatto che, di fronte alle tragedie sul lavoro, l’attenzione mediatica dura un battito di ciglia e quella governativa è solo una risposta istintiva sull’onda dell’emotività che rattoppa regolamenti già esistenti rendendoli solo più complessi e non generando vere soluzioni a lungo termine.

L’attenzione del mercato ha permesso invece, per le tematiche di sostenibilità, di pensare a soluzioni continuative che le aziende non possono esimersi dall’applicare.

Ormai appare evidente ai più che è necessaria una revisione delle norme di salute e sicurezza, che si sono rivelate inefficaci a raggiungere l’obiettivo di ridurre gli incidenti e le morti sul lavoro. Forse la soluzione può essere quella di spostare l’obiettivo dalla ricerca del colpevole (quello che sembra perseguire la normativa attuale) alla creazione di una cultura che parta dal basso, per spingere il mercato stesso a richiedere l’applicazione di standard che rendano i luoghi di lavoro veramente sicuri.

Il 28 aprile è la giornata mondiale della sicurezza e salute sul lavoro.

Celebriamo questa giornata, non per commemorare chi ha perso la vita o ha avuto un incidente, ma per creare una consapevolezza e una cultura che riconosca e pretenda condizioni di lavoro veramente all’altezza della dignità della persona.

 

 

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