Usciamo dal guscio

di Stefano Pancari
usciamo dal guscio

Mi domando quante siano le volte in cui agiamo sulla base di quel che siamo, pensiamo e diciamo. I cliché ci sono stati in ogni epoca, ma con l’era della rete siamo di fronte ad un processo di estremizzazione. Replichiamo standard anziché sviluppare processi creativi, lo facciamo a livello estetico, nei modi di dire e di pensare con il risultato di una Società appiattita. Se da un lato andiamo sempre di più verso l’individualismo a discapito del collettivo e della socialità, dall’altro l’individuo è sempre meno unico. L’effetto è quello di vedere la razza umana come una lunga scaffalatura di un supermercato riempita in modo ordinato degli stessi prodotti, della stessa marca, con gli stessi colori.

 

usciamo da guscio

 

È inevitabile che nel contesto in cui hanno preso forma l’uomo e la donna della sicurezza in Azienda, si siano definiti dei tratti comuni che ne danno un percepito ben preciso nel contesto aziendale. Basta chiedere ai CEO e manager di un’Azienda per avere la definizione non proprio felice di queste persone, siano essi HSE manager, RSPP, consulenti o trainer.

Sappiamo bene che le cose non stanno così. Siamo in molti ad avere dei tratti ben definiti, ognuno con caratteristiche che ci contraddistinguono nell’ecosistema aziendale. Allora perché veniamo visti in modalità monocromatica e appiattita? Dobbiamo dire che molti colleghi, rinomatissimi esperti di aspetti legislativi e tecnici, favoriscono questo pattern, ma anche noi ci mettiamo del nostro. Un inciso: da sempre sostengo che le norme e la risoluzione tecnica dei rischi siano elementi fondamentali per aumentare gli standard di salute e sicurezza. Ritengo anche che questo è il lavoro sporco che dobbiamo fare in preparazione dei confronti con la direzione, dei corsi di formazione e dei confronti con i lavoratori. Per dissociare il legame indissolubile tra sicurezza e burocrazia dobbiamo far emergere la parte di valori, di buon senso. Dobbiamo far figurare nella mente delle persone la bellezza di una vita sana e sicura, facendoli sognare come fa un bravo architetto con il suo cliente, quando descrive la casa dei sogni pur essendo in un rudere ammuffito che sarà oggetto della ristrutturazione. La legge è la carpenteria nascosta del pilastro che costruiremo.

Come fare?

Ho scoperto questa settimana che l’esoscheletro degli insetti, crostacei e ragni si chiama Exuvia (forma latina di esuvia) e per la scoperta devo ringraziare un certo Michele Salvemini, in arte Caparezza. Questo è il titolo del nuovo singolo che preannuncia la nuova opera in uscita il prossimo 7 maggio. Gli accordi ed i virtuosismi vocali di uno dei più grandi artisti della musica italiana contemporanea racconteranno del cambiamento. La copertina stessa dell’album, con i suoi due cerchi uniti da una sorta di spirale, descrive a livello visivo il cambiamento da uno stato attuale ad uno futuro. Già nel testo di Exuvia prende forma un artista che sta stretto nella propria versione di sé del passato, abbandonando una volta per tutte il proprio esoscheletro richiamato dal bosco. Un genio.

 

usciamo dal guscio

 

Quello che dobbiamo riuscire a fare è evolvere rispetto al nostro passato, uscire dalla nostra esuvia, uscire da sottoterra e cominciare a frinire come una cicala aggrappata al tronco di un albero, oppure diventare una farfalla che, da crisalide, spiega le sue ali al vento. Sono convinto che ognuno di noi abbia un potenziale creativo che, se espresso, darà un gran contributo alla crescita dei valori della salute e della sicurezza nella Comunità. ROCK’N’SAFE in fin dei conti ha questo scopo, è l’ambiente ideale per ispirare, ispirarci e trovare il coraggio di cambiare i connotati del Safety Leader.

In attesa dell’uscita dell’album del genio di Molfetta e della partenza del tour a febbraio 2022 (speriamo), usciamo dalla nostra esuvia mostrando la propria variopinta personalità. Il modo in cui ci percepiscono i manager e chi decide della cultura in Azienda dipende anche da noi e per cambiare il corso delle cose a volte basta un pizzico di coraggio nell’essere sé stessi.

“Non dimentico le radici perché tengo alle mie radici

Ma ci ritornerò quando sarò inumato
I miei dubbi hanno dei modi barbari:
Invadenti e sono troppi
Il segreto è fare come gli alberi:
Prima cerchi, dopo tronchi
Chi ti spinge dopo quella soglia?
Se non è la noia, sarà il tuo dolore
L’occasione buona per andare altrove, tipo fuori”

 

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1 commento

Claudio Compagni 7 Aprile 2021 - 15:52

Grande Stefano! Bell’articolo! Come spesso mi succede, condivido il tuo pensiero! Adesso ho imparato anch’io che Exuvia è l’esoscheletro degli insetti, crostacei e ragni. Quindi ancora grazie!

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