Siamo fuori di testa

di Stefano Pancari
siamo fuori di testa

Come sarebbe se la sicurezza sul lavoro avesse la potenza del brano Zitti e Buoni dei Måneskin? Devi legarti per non muoverti con quel groove ed anche in quel caso probabilmente scuoteresti la testa. La loro vittoria all’Eurovision 2021 ha avuto il sapore delle notti magiche del 2006 quando la Nazionale di calcio sbancò Berlino. Corsi e ricorsi il destino ha voluto che a farne le spese siano stati i francesi e, se quindici anni fa se la sono rifatta con le provocazioni di Materazzi nei confronti di Zidane, oggi provano a infangare la vittoria dei giovani romani perché si sarebbero dati alle pazze gioie del talco magico di Pollon.

Zitti e buoni sarebbe un’ottima colonna sonora anche per la tribù degli appassionati della sicurezza dato che siamo fuori di testa, ma diversi da loro. Così come spero che i Måneskin siano presi come esempio per riesumare la tumulata passione per il rock, allo stesso modo spero che nel tempo le Safety Rockstar riescano a strappare dal torpore le troppe menti che continuano a pensare che la nostra salute e la nostra sicurezza non siano temi su cui porre attenzione

È così che non passa nemmeno il tempo di far assopire il clamore di una delle tante morti sul lavoro che dobbiamo aggiornare il necrologio. Stavolta le quattordici persone, perché preghiamo che restino quattordici e non diventino quindici, non erano a lavorare. Stavano passando una giornata di svago che doveva restare eccezionale solo per il fatto che era la prima dopo un lungo periodo di reclusione forzata. Abbiamo il sacrosanto diritto di fruire di qualcosa gestito da altre persone ed essere consapevoli che saremo al sicuro. Non possiamo andare in un ristorante con il pensiero che resteremo intrappolati in caso di incendio, né che saremo vittime su un pullman che sbanda o, come nel caso di Stresa – Mottarone, venga giù una funivia.

Abbiamo il diritto di sentirci al sicuro.

Le indagini anche questa volta faranno il loro corso, ma smettiamola di invocare la fatalità perché il fato lo possiamo chiamare in causa se un fulmine ci colpisce mentre camminiamo per strada o se un terremoto apre il terreno e ci sprofondiamo dentro. Abbiamo il dovere di garantire la sicurezza altrui quando siamo proprietari di un qualcosa che sarà da loro utilizzato.

Chi ha a cuore la salute e la sicurezza delle persone saranno pure quei rompipalle fuori di testa perché pensano continuamente a come evitare queste tragedie, ma è giunto il momento di metterci a fare qualcosa anche noi perché non si debba più assistere a lutti del genere.

Non gestiamo funivie e non abbiamo macchinari rullanti, ma nel nostro piccolo possiamo spostare la pianta che ostruisce l’uscita di emergenza, ficcare quel dannato smartphone in un cassetto quando guidiamo e smetterla di pensare che sia la sfiga a perseguitarci.

Siamo noi responsabili delle nostre azioni e siamo responsabili della cultura degli altri che possiamo influenzare con il nostro esempio.

La gente purtroppo parla, non sa di che cazzo parla, portami dove sto a galla perché qui mi manca l’aria.

 

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