La tragedia dell’Astroworld

di Stefano Pancari
La tragedia dell'Astroworld

Certi incubi ritornano.
Sono passate da poco le 19.00 e di nuovo la follia ha trasformato una giornata di divertimento in una tragedia. Cambiano le date, cambiano gli orari e le coordinate geografiche, ma le tinte rosse sono le stesse. Altri 8 morti, in buona parte per arresto cardiaco schiacciati dalla folla e oltre 300 feriti all’Astroworld Festival nel Texas.

Spingere è stato tipico di tanti concerti in cui sono stato anch’io, ma nell’ultimo decennio almeno sembrava che il fenomeno stesse scemando. C’è chi vuole farsi largo per andare sotto palco arrivando da dietro incurante anche delle regole base del bon ton. C’è anche il pogo in certi live, è una forma di sfogo e di ribellione, una sorta di danza selvaggia che, nei limiti della correttezza, non hai mai fatto male a nessuno.

Ciò che è da temere nei concerti è quando è l’orda che spinge. Non so bene quale sia il fenomeno che lo genera, fatto sta che ti senti come sollevato da terra e anche la persona più forte soccombe. Mi ricordo la data del tour Gli spari sopra di Vasco Rossi, era la prima metà degli anni ‘90. Facevo metri e metri inerme, prima a sinistra, poi a destra a ancora in obliquo da un lato e poi da un altro. Non c’era niente da ridere, l’unica cosa su cui ero concentrato era nel mettere bene i piedi a terra. Inciampare e cadere poteva voler dire rimanere seppellito e calpestato.

Sono passati molti anni, c’è stato Roskilde e da allora è stato concepito il pit, quella zona sotto palco interrotta dal resto della folla da un corridoio transennato di sicurezza. Dalle immagini e video dell’Astroworld non capisco come la folla abbia potuto sfondare il pit che smorzava la spinta.

Non capisco perché le persone vengano prese da questo delirio che trasforma il divertimento in rabbia ed esagerazione.

Non capisco perché il Sig. Travis Scott, pur accorgendosi di ciò che stava accadendo, non abbia fermato lo show. Lo ha sospeso, ma ripreso più volte.

Non comprendo perché il servizio d’ordine non abbia chiesto agli organizzatori di fermare il concerto una volta constatato che le prime persone erano inermi in arresto cardiaco. Erano in contatto con qualcuno che aveva la possibilità di fermare tutto vero?

Non capisco come si possa organizzare un evento con cinquantamila persone, tra cui anche tanti bambini e non pensare a tutte queste cose.

Non capisco perché abbiano sottovalutato il problema fermando tutto e limitando i danni.

Non capisco perché la prevenzione e la sicurezza delle persone siano talvolta snobbate.

Questo mondo io proprio non lo capisco.

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