Educazione in safety e rinforzo positivo. Amare i figli per ciò che sono

di Anna Maria Di Palma
momandson

Perché a volte i nostri figli non ascoltano mentre altre volte collaborano e accettano delle regole?

Per leggere questo articolo è necessaria una buona dose di apertura mentale e la sospensione per qualche minuto del nostro giudizio. Stiamo per mettere a fuoco perché i bambini e i ragazzi rispondono male ai genitori, non accettano i no e rifiutano le regole; approfondiremo quali sono i nostri atteggiamenti che potrebbero causare ribellione, capricci e litigi nonché come tutelare la loro safety soprattutto nell’infanzia ed in ingresso all’adolescenza, attraverso i principi che possono aiutarli a rispettare le regole.

Se i bambini avessero una capacità razionale già sviluppata e un’ottima proprietà di linguaggio, probabilmente ci direbbero di non urlare, di non sgridarli perché non sono stati in grado di valutare lo sbaglio a priori, che sbagliare è evolvere, crescere, pertanto porsi in safety.

Consideriamo il fatto che i contrasti sono una fonte enorme di stress per entrambi, figli e genitori: il rapporto si irrigidisce, viene meno la fiducia, aumentano le tensioni e la possibilità di crash. Tutti i bambini ed i ragazzi sanno di essere nati per essere se stessi, per conoscersi e manifestare un talento interiore. Se tentiamo in tutti i modi di omologarli ad uno schema otteniamo due cose: la ribellione e la perdita di fiducia. I bambini e i ragazzi continuano a mettere in atto tentativi ribelli per cercare fino all’ultimo di dirci che avrebbero bisogno di un nostro atteggiamento diverso; vogliono essere sostenuti affinché possano essere se stessi.

Se cerchiamo di omologare il bambino o l’adolescente lui percepisce di non valere, di non essere quello che tu vuoi. Dato che la cosa fondamentale che ogni figlio/figlia desidera è quella di essere amato/a incondizionatamente da mamma e papà, mette se stesso a favore del tuo amore per lui/lei. Facendo questo, rinuncia a conoscersi e a manifestarsi, cosa che lo porterà ad essere infelice, sfiduciato e arrabbiato e perde fiducia e stima in mamma e papà perché dovrebbero proteggerlo e sostenerlo nel suo intento e non lo stanno facendo. Lo giudicano, lo vogliono uguale a un qualcosa che lui non è. Ma i bambini non sono vasi vuoti da riempire di modi di fare, di regole, di buoni comportamenti, i bambini ed i ragazzi non vogliono appartenere a modelli bensì vogliono essere se stessi, rispettando i principi naturali di vita e di condivisione che appartengono loro nello step evolutivo in cui sono.

Rispettando il loro step li porremo in safety. L’ambiente in cui il bambino si esprime deve essere semplicemente naturale per essere efficace a breve e a lungo termine, deve poter rispettare i principi che fanno crescere senza sforzo e sentendosi amato. Infatti educare è tirar fuori quello che il bambino ha già naturalmente dentro di sé; se iniziamo con pazienza a osservare il bambino, ci accorgiamo che è lui con la sua trasparenza, la sua innocenza e la sua consapevolezza a farci capire quello di cui ha bisogno per diventare un adulto felice, quindi sicuro.

Noi adulti ipercinetici abbiamo perso l’abitudine di stare davvero con i bambini, di sentirli, di guardarli negli occhi e di osservarli. La loro lucidità e la loro coerenza ci spiazzano, a volte ci mettono in difficoltà. Ed ecco qui l’elemento chiave di una formazione in safety, il rinforzo positivo: quando un bambino si sente elogiato e gratificato per ciò che sta facendo, inizia a credere di più in se stesso. Rinforzare positivamente un comportamento vuol far capire che così il bambino o l’adolescente ci piacciono, che così li preferiamo e li amiamo di più. Ricordiamo che un solo urlo, un contrasto tra genitori, uno scontro vissuto da spettatore tolgono al bambino la gioia di esserlo, fomentano nell’adolescente una rabbia pericolosa. Lasciamo salva la loro libertà di crescere, amiamoli per ciò che sono, mai per ciò che vorremmo fossero. Rendiamoli liberi di essere, non compressi in regole non spiegate. Ci ricambieranno con una complicità d’amore che ci stupirà.

Guarda l’intervista di Anna Maria Di Palma per il LIVE DELLE SAFETY ROCKSTAR.

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