LIVE #38 – Anna Maria Di Palma, Senior Managing Layer – Avvocato

di Rock'n'safe

Protagonista del nostro Live di oggi: Anna Maria Di Palma, Senior Managing Layer – Avvocato

Anna Maria, come hai iniziato ad occuparti di Diritto di Famiglia?

Dopo la laurea e l’abilitazione, mi sono occupata di consulenza legale di impresa. Solo in seguito sono tornata al mio primo amore, il Diritto di Famiglia appunto. Questo perché credo che un’equa distribuzione di diritti e doveri all’interno della famiglia sia la base per un futuro sereno.  Bisogna ricordarsi che la famiglia è il primo nucleo della società: dove funziona la famiglia funzionano i raccordi sovrastanti e sottostanti.

I bambini d’altra parte sono la nostra più grande risorsa.

Esattamente. Noi dobbiamo lavorare sulla sofferenza che possiamo causare ai bambini. La destabilizzazione dei ruoli genitoriali può allontanare gli uomini dal compito di spezzare il legame simbiotico madre-figlio. Ovviamente sto generalizzando, ma ci possono essere rapporti tossici di una madre nei confronti del figlio e il padre serve a spezzarli.

Come credi sia più corretto vivere il rapporto coi nostri figli?

I bambini non sono nostra proprietà, nascono come persone libere. Devono essere quindi liberi di esprimersi, impariamo ad accogliere le esigenze dei bambini, rispettiamo le loro insicurezze. Il genitore è essenziale per trasferire valori ai figli. Se entrambi i genitori non dedicano tempo di qualità si perde il dialogo familiare.

Come riesci a applicare questi concetti nel tuo ruolo professionale di avvocato?

Nelle cause di separazione noi avvocati abbiamo solo 5/7 minuti per esporre al giudice un discorso che sia preciso, concordante e assertivo, perché ha un potere di impulso sul magistrato, non si deve quindi rischiare di scivolare in provvedimenti che mettano a rischio la safety del bambino. Ricordiamoci che se i bambini soffrono, soffriranno ancora di più da adolescenti.

 

Articolo e postproduzione video di Graziano Ventroni

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1 commento

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1 commento

cristina orefice 7 Settembre 2021 - 05:34

I fogli o i bambini non appartengono ai genitori, sono solo lo strumento di crescita psico fisica perché diventino individui della società. . Invece succede sovente che i piccoli siano usati come oggetti di scambio o di ricatto. Delitto. Una cosa di cui non si parla mai é che i piccoli se cresciuti da nonni giovani, non saranno mai i genitori, ma saranno figure importanti nella crescita esattamente o quasi come in genitore, qualora vi sia una convivenza. Se il piccolo in età scolare che deve “per forza” stare con i genitori vengono allontanati di colpo dai nonni ormai usati e gettati, questo oltre che private il bambino di un diritto peraltro conosciuto e amato, ma anche di creare traumi. Non sono i genitori, ma hanno cresciuto e amato come tali. Non si può lasciare che tutto sia una questione di comodo per il genitore lavoratore e dopo? Al rapporto spezzato tra nipote e nonno nessuno pensa? E se i nonni decidono di separarsi? Si devono adottare le stesse misure anti trauma nel caso di un buono partner. Invece il bambino é costretto ad accettare una situazione imposta solo perché non é il genitore. Il dolore é lo stesso o quanto meno simile. Questo è ciò che succede in una società come la nostra con nonni srmpre piu dentro contesti ma che niente ha a che fare per il bene del bambino ma é solo un uso di risorse umane.

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