Cambiamo il mondo dentro di noi

di Stefano Pancari
cambiamo il mondo dentro di noi

Cambieremo il mondo? No, e non è una questione di confini geografici perché forse non cambieremo nemmeno l’Italia. Ho estrapolato questo concetto sia dall’intervista della settimana scorsa di Massimo Cotto a Vasco Rossi su Virgin Radio, sia dall’interessante libro Rock is the answer che sto leggendo.

Più volte mi hai sentito dire che il rock è stato colonna sonora di grandi cambiamenti culturali e oggi sono ad affinare questo concetto. Negli anni ’60 con gli hippie, negli anni ’70 con il punk, negli anni ’80 con il Live Aid e via giù dicendo fino agli anni ’90 con il grunge, si è pensato che i movimenti e la musica a far da contorno avremmo potuto cambiare il mondo. I fatti ci dimostrano che le cose non sono andate così. La penna di Massimo Cotto (guarda la sua intervista a ROCK’N’SAFE) ci ricorda che gli Hippie oggi sono professionisti, uomini d’affari. Tutta la loro filosofia di vita negli anni è svanita come una nuvola di marjuana. Abbiamo continuato a fare guerre e il business è stato incanalato verso il capitalismo e la globalizzazione.

Il mondo è questa enorme palla che ha più rotazioni e non possiamo pensare di poter influenzare il pensiero di milioni di persone. Allora cosa ci stiamo raccontando da un anno a questa parte con ROCK’N’SAFE?

Bono disse “non posso cambiare il mondo, ma posso cambiare il mondo dentro di me”. In questa settimana che abbiamo festeggiato il primo anniversario della nascita di questo magazine online, abbiamo raggiunto una consapevolezza. A volte ci sono bisogni sommersi nelle persone che non aspettano nient’altro che un modo per emergere e farsi sentire. ROCK’N’SAFE ha avuto la capacità di sfamare il bisogno di tante persone di portare sul palco la loro visione, la propria idea di cultura della sicurezza. Abbiamo la possibilità di farlo senza temere il giudizio, con quel senso di libertà di pensiero tipico proprio dei movimenti rock che si sono succeduti nei decenni.

Questa è l’allegoria della Safety Rockstar. Prendersi le luci del palco per mettere a disposizione quel che c’è dentro di ognuno di noi. Ci seguono migliaia di persone ogni mese e questo vuol dire che in molti sono interessati a ciò che stiamo dicendo e questo ci fa ben sperare. Ci fa sperare nel fatto che in alcuni scatti quella scintilla che infiammi la loro etica e migliori il loro approccio alla sicurezza.

Questo approccio risveglia in noi motivazione, ci permette di essere migliori ed essere di esempio ed è con l’esempio che possiamo impattare sugli altri. Questo è il motivo per cui intercettiamo anche personaggi pubblici, persone che prese per strada non saprebbero dirti nulla sulla sicurezza sul lavoro. Persone che, però, se le guidiamo ad una riflessione sulla vita ci possono dare tanti spunti su come poterla condurre nel modo migliore.

Si apre un nuovo capitolo della nostra storia che, dopo aver vissuto nelle caverne digitali della pandemia, ci vorrà anche in carne ed ossa ad incontrare le persone per generare entusiasmo sui temi della salute e della sicurezza. Perché, se è vero che non cambieremo il mondo, è anche vero che possiamo cambiare i connotati alla percezione della sicurezza e siamo certi che questo sound piacerà a sempre più persone.

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