2 Maggio

di Stefano Pancari
2 Maggio

Come sarebbe se tutti i giorni dell’anno fossero il 1 maggio?

Invece di primo maggio ce n’è uno e il giorno seguente è il 2 maggio. Nel primo maggio ogni microfono è stato buono per dar fiato alle trombe, gomitate per mettersi in prima fila e il valzer di chi la sparava più grossa. Zero infortuni, zero morti a dimostrazione che chi parla non sa nemmeno di cosa stiamo parlando. Si alza lo share per 24 ore, lo zero virgola qualcosa per il proprio partito e qualche tessera in più nell’associazionismo. Domani è un altro giorno e penseremo su cosa spararla, tanto della sicurezza sul lavoro se ne parlerà l’anno prossimo o, mal che vada, alla prossima Luana.

Se non mi credi guarda cosa è successo il giorno dopo del 28 aprile, giornata mondiale della sicurezza sul lavoro, se non un piatto silenzio da parte dei media. Eppure c’è stata una valanga di iniziative, convenzionali, non convenzionali, aziendali, nelle scuole, tutte con la stessa finalità di attrarre quante più persone a una mentalità che conduce a comportamenti sicuri.

Poi? Silenzio o al massimo un leggero rumore di fondo.

“Dobbiamo aprire un dialogo con tutte le parti sociali”. Ma ci state prendendo davvero per il culleo? Nel 2022, con l’equivalente di due torri gemelle abbattute ogni 2 anni, parlate ancora di dialogo? Il problema di fondo è che il fantomatico dibattito è fatto tra dotti della materia che non si sono mai sporcati delle mani.

Volete aprire il dialogo? Parlate con il piccolo imprenditore per comprendere cosa lo limita nel gestire la propria ditta in modo sicuro. Parlate con i lavoratori che sventolano tanto i loro diritti, ma mai si pronunciano sui propri doveri.

Qualcuno dirà “ma ci sono le loro rappresentanze apposta” e sarebbe corretto se le rappresentanze restituissero sia i pro che i contro della propria categoria. Invece è un continuo tiro alla fune, per far valere diritti anche dove non ci sono e nascondere le magagne sotto il tappeto.

Il risultato è una grave distorsione della realtà.

Esco da questa settimana di celebrazioni e memorie fortemente incazzato perché di slogan ne siamo stufi e la classe dirigente dovrebbe dare risposte concrete, invece che prendere per i fondelli le persone. Papa Francesco e Sergio Mattarella hanno dato una visione importantissima, ma quale visione potrà mai essere utile per una dirigenza poco consapevole?

A proposito di primo maggio e concertone. Belli erano tempi dei Daniele Silvestri e dei Caparezza che condividevano ideali e una folla pronta a rispondere. Ben diversi sono i tempi odierni dove il picco della giornata è stato Marco Mengoni con la sua versione di Blowin’in the wind di Bob Dylan mentre la piazza era a filmare Tik Tok.

 

Leggi anche il precidente articolo di Stefano Pancari!

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