Vasco, il saggio ribelle

di Rock'n'safe
Vasco, il vecchio saggio

Non sono una persona che ama le code, tranne quando devo entrare in un’arena del concerto. È già lì che cominciamo ad assaporare quella che sarà una serata fantastica. La tribù si raduna, chi con magliette griffate dell’artista della sera, chi intonando il meglio del repertorio, chi con quella lieve tensione del gran momento.

Ora più che mai, con due anni di clausura sulle spalle e un overdose di online, tutto ha un sapore squisito, il sapore della socialità.

Se il contesto della coda è il concerto di Vasco Rossi allora il momento diventa memorabile. In tour in tutta Italia, il rocker di Zocca ha fatto tappa a Firenze e finalmente ho potuto mettere in tasca quel biglietto ormai comprato nel 2019 e poi riposto nel cassetto a più riprese per il rinvio della data. Sono passati per me gli anni delle lunghe attese sotto il sole e guardo con simpatia a coloro che hanno preso il mio turno.

Per fortuna esistono i pit che ti permettono di vedere il concerto senza il cannocchiale.

Vasco, il vecchio saggio

L’aspettativa era tanta, ma il buon settantenne ha mostrato la sua pellaccia dura, quella di uno che con la sua vita spericolata ne ha viste di cotte e di crude e oggi più che mai può parlare di saggezza.

È stato un concerto stratosferico e non sempre ne ho vissuti di così con lui negli anni.

Qualche brano dall’ultimo album, XI comandamento è un inno per noi Safety Rockstar, e tantissimi brani che fanno parte della colonna sonora di tanti come me. Da Ti taglio la gola a Vita spericolata, C’è chi dice no, Gli spari sopra. Sarebbe stato impossibile chiedergli di suonare tutto il meglio del suo repertorio, ma in due ore e mezzo ci ha dato davvero dentro.

Quel che mi sono portato a casa non è stato soltanto una bella serata di canto e ballo, ma la convinzione che il rock sia tutt’oggi un grande linguaggio di passione, dissenso ma anche amore.

“Dove c’è musica non c’è guerra” urla Vasco, ma sono nei testi delle canzoni i concetti più forti.

Siamo solo noi oggi abbraccia tutti coloro che in qualche modo si sentono diversi, forse anche noi che amiamo la sicurezza sul lavoro perché, in fin dei conti, ci sentiamo chiamati in causa anche quando cantiamo C’è chi dice no perché c’è qualcosa che non va in questo cielo.

Vasco, il vecchio saggio

Siamo quelli che ci muoviamo per saltare su perché questo è un treno che non passa più, né per noi né per le generazioni a venire. Siamo anche quelli soli e delusi, poveri eroi a difendere quello che poi non dipende da noi. Ci si sente speciali cantando Vasco, con Vasco e per Vasco vivendo quella magia secondo cui in quell’arena tutti sono tuoi amici, tutti condividono i tuoi ideali, tutti sono te. Quella magia che nota su nota cerchiamo di creare ogni giorno quando parliamo di sicurezza sul lavoro.

Il mondo è tutto un equilibrio sopra la follia, non solo ce lo canta Vasco, ma ce lo racconta oggi con i gesti, con la maniacale attenzione nei suoi eventi con l’organizzazione della sicurezza, con la sua faccia messa a servizio dei vaccini e del rispetto delle regole durante la pandemia e delle sue passeggiate salutari in mezzo alla natura.

Possiamo affermarlo, Vasco è una Safety Rockstar che oggi dà il buon esempio.

Vasco, il vecchio saggio

Vivere per amare

Vivere per sognare

Vivere per rischiare

E vivere per diventare

Vivere per adesso

Vivere lo stesso

Vivere per errore

E vivere con passione

Vivere solamente

Vivere continuamente

Vivere senza ricordo

E senza rimpianto

 

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