Stato di allerta

di Allegra Guardi

Ultimamente ho vissuto i miei 5 minuti di adrenalina in occasione del nubifragio dello scorso weekend in Toscana. Chi mi segue su Linkedin, ha già letto di come io e la mia famiglia siamo stati colti da forti raffiche di vento e pioggia mentre eravamo sotto i gazebo di una fiera, arrivando – per precauzione – a mettere nostra figlia sotto a un tavolo con altri bambini nel caso fosse venuto giù qualcosa. Per fortuna il vento è cessato senza incidenti, almeno alle persone.

Mi sono trovata a riflettere sull’atteggiamento da tenere quando simili situazioni si presentano, ma soprattutto sulla percezione del rischio che abbiamo. 

Personalmente avevo in testa le notizie che da quest’estate si sono presentate più volte nei TG circa eventi climatici fuori dall’ordinario. Avevo presente i chicchi di grandine che “chicchi” non sono stati per niente, le trombe d’aria capaci di scoperchiare i tetti delle case (figuriamoci un gazebo, per quanto molto robusto e ben ancorato) e le bombe d’acqua che hanno spazzato via intere città.

Quindi ero nel panico?

Stranamente no. In realtà ho provato un misto di tensione e di incredulità. Come quando ti stai chiedendo: “Sta succedendo davvero a me? È DAVVERO una di QUELLE situazioni?”.

Di sicuro ero in allerta, vigile, in osservazione…

E questa è la mia storia. La storia di molte altre persone lì con me si potrebbe raccontare più o meno così: “ero ad una fiera, è scoppiato un nubifragio e ho filmato tutto col cellulare”.

Mentre io mi preoccupavo di mettere mia figlia sotto a un tavolo, altri si preoccupavano di riprendere la furia di Madre Natura, che per nostra fortuna quel giorno era nervosa, sì, ma non al suo peggio. Per fortuna, appunto, solo fortuna.

Percezione del rischio molto diversa, vero?

Forse sono esagerata io… o forse avremmo bisogno di recuperare la nostra capacità di passare da uno stato di anestesia al rischio ad uno stato di allerta, almeno per 5 minuti.

Nel mentre di queste riflessioni, in questo articolo metto una foto presa in rete… perché io in quei 5 minuti non ne ho fatta nessuna.

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