L’esercito dei DP-AI

di Stefano Pancari
L’esercito dei DP-AI

“Allora, rispettiamo il timing perché la giornata è davvero full. Ieri in call abbiamo parlato dei target, ma nessuno compila il timesheet e mi chiedo come Enrico abbia il coraggio di farsi chiamare team leader. Il team fa i cazzi suoi e la sua leadership è impalpabile. I KPI sono pessimi, i to do sono disattesi ed è diventato inutile schedulare le settimane. Basta poi che mi vengano a parlare di smartworking e new way of working. Per non parlare della produzione. Hai sentito le news del consulente? Adesso ci sarà pure la formazione dei supervisor con l’e-learning che è andato a farsi friggere e saranno tutti bloccati in sala meeting con uno dei soliti trainer che fanno passare la fantasia. Andrà a finire che mi aggiungerò alle statistiche della Great Resignation perché così non si può continuare, già il business fatica a ripartire, se poi ci si mettono anche con la Safety non ne parliamo! Succede che poi, quando presenterò i report al CEO, mi tirerà un calcio che mi farà volare più dell’ovale durante il Superbowl!”

Sembra incredibile che nonostante una lingua ricca e articolata come è quella italiana dobbiamo incasinarci l’esistenza con tutti questi termini anglofoni. Che sia su Linkedin o in una videocall è una gara a chi ce l’ha più grosso a suon di paroloni e, se ti sfugge il significato di uno, cominci a sudare freddo perché non sei al passo con i tempi. Posso capire chi lavora in una multinazionale e ha a che fare con colleghi di più Paesi, ma questo linguaggio è così esasperato che in molti casi è assunto dal Chief Executive Officer del ferramenta che si trova nella via accanto.

Il Grammy più importante, però, lo prendono a pieno titolo quelli che pronunciano DP…AI! Hai presente vero? DPI, italianissimo acronimo di dispositivo di protezione individuale, l’ultima barriera della lotta senza tempo contro i rischi per proteggere l’essere umano dal fuoco nemico dell’insicurezza. Lo scudo di Captain America per intendersi. Se solo questi fashion victim della business language, tanto per rimanere in tema, sapessero che oltralpe l’espressione utilizzata è Personal Protection Equipment (PPE), si coprirebbero di cenere. Udite, udite my friends! La “i” di DPI è una comunissima, popolarissima e operaia “i” italiana e non c’è alcun motivo di pronunciarla all’inglese.

L'esercito dei DP-AI

Ci lamentiamo perché non otteniamo risultati efficaci riguardo ai comportamenti dei lavoratori riversando su di loro tutte le responsabilità. Certo che, se per darci un tono, usiamo un linguaggio poco comprensibile dovremmo prenderci quantomeno qualche responsabilità. “Parla come mangi” dicevano i nostri nonni e forse li avremmo dovuti ascoltare di più.

La comunicazione, anche nella cultura della sicurezza, è uno strumento importantissimo per fare attecchire un nuovo modo di vedere e fare le cose. Facciamocene una ragione. Le nostre procedure in simil geroglifico lunghe kilometri e i nostri pomposi discorsi non fanno altro che allontanare le persone che, al contrario, devono essere nutrite di messaggi semplici e penetranti.

Non è tanto la giacca che indossiamo a qualificarci, quanto la sostanza di cui siamo fatti. Più sostanza c’è e meno bisogno di apparire avremo.

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1 commento

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1 commento

Paola 15 Febbraio 2022 - 14:58

Da incorniciare! Efficacissimo.
Tutto d’un fiato fino a Superball.
Stiamo giusto preparando dei materiali con cui presentare alcuni lavori e, vi confesso, che la vera difficoltà è convincersi che se tutto è scritto in italiano, vale uguale. Almeno uguale.
Grazie ancora
Paola

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