Lapalissiano Watson

di Rock'n'safe
Lapalissiano Watson

Negli ultimissimi tempi ti abbiamo regalato ben tre nuove rubriche, una diversa dall’altra e una più originale dell’altra. Tutto merito delle Safety Rockstar che salgono sul nostro palco digitale. Abbiamo iniziato con La sicurezza per tutti a cura di Promoteo Srl che, con il volto ed il linguaggio giovane e diretto di Alice Veneziani, spiega le regole basilari della sicurezza con un ritmo tiktokiano.

È seguita l’ennesima idea vincente di Andrea Trespidi che, a braccetto con un’altra mente splendente della sicurezza, Paola Favarano, ci offrono esilaranti sketch sui preposti in formato podcast con Diversamente Sicuri.

È di due giorni fa, infine, la rubrica Caschi_CreATTIVI, una galleria d’arte digitale che mostra le opere del progetto della AUSL di Reggio Emilia in collaborazione con la Scuola Edile di Reggio Emilia. Tutto questo si somma alle rubriche storiche del Live delle Safety Rockstar, BSide, Tell me why, HSE on stage, Safety Shake, Be Safe e Clet.

ROCK’N’SAFE di anno in anno si sta mostrando sempre più piattaforma per la libera espressione di idee che veicolano la sicurezza sul lavoro in modo nuovo, con il fine di renderla attraente, chiacchierata, visualizzata e, quindi, penetrante nella cultura delle persone.

Meglio di altri? No, ma probabilmente diversamente da molti.

Ci è noto che, quanta più visibilità abbiamo, quanto più siamo esposti a critiche soprattutto nell’era dei social. Devo dire che questo inizio anno ne abbiamo già cumulate un po’ e questo mi rende molto felice perché vuol dire che in un modo o nell’altro al progetto si interessano moltissime persone, anche solo per gufarlo.

In un social pochi giorni fa ho espresso un concetto basilare della comunicazione, ovvero che se un messaggio non lo adattiamo sull’interlocutore sarà difficile che arriveremo allo scopo. Lo scopo non è esprimere un messaggio, lo scopo è fare interessare chi ci ascolta. C’è chi ha commentato dicendo che è un concetto lapalissiano e concordo pienamente con il signor x, non per anonimato ma perché non ricordo davvero il nome.

La Treccani ci spiega che per lapalissiano si intende qualcosa di ovvio, evidente, detto di una verità o di un fatto talmente manifesti e naturali che sarebbe ridicolo enunciarli.

Quando parliamo di comportamenti sicuri e di come comunicarli siamo certi di calarci nell’interlocutore? Se fosse un concetto così lapalissiano, non avrebbe senso di esistere questa testata e nemmeno il signore, professionalmente parlando, visto che immagino che di mestiere si occupi di sicurezza sul lavoro. Ci sarà certamente qualcuno che dirà che queste cose le ha dette molti anni fa (cristo santo risparmiacela ogni tanto), ci sarà chi dice che con la cultura della sicurezza e la comunicazione non convenzionale abbiamo anche rotto le palle (quelle palle che utilizzano per masturbarsi sul decreto 81 come se fosse Le Ore), così come chi vede la cultura e la comunicazione non convenzionale superate, dall’alto del suo ruolo pionieristico sul tema (la palla è mia e si gioca quando e come voglio io).

Continuino pure a etichettarci come coloro che fanno i fighi della sicurezza, continuino pure ad additarci come quelli che fanno business con la sicurezza seppur vorrei ricordandogli che una redazione ha un costo quotidiano e che anche Madre Teresa di Calcutta raccoglieva sì, noi no perché siamo opportunisti, brutti e cattivi. Parto dal concetto che un medico chirurgo è da osannare perché salva vite in sala operatoria e di certo non svaluto il suo ruolo nella società perché percepisce un profumato stipendio.

Pertanto, noi continueremo ad essere lapalissiani, ad usare la comunicazione non convenzionale, a cercare un protagonismo che ha il fine di puntare i riflettori su ciò che diciamo più che su di noi. Siamo stati in tv, in radio, giornali e riviste di portata nazionale e porteremo a Sanremo la nostra ventata di sicurezza. Noi continueremo a fottercene di un certo tipo di critiche perché crediamo profondamente in quel che facciamo e non saranno certi giudizi a fermarci nei nostri intenti.

Il nostro contributo, grande o piccolo, efficace o inutile che sia, lo diamo in questo modo. Ai posteri la sentenza.

Sulle note di Sfogati di Caparezza vi auguro una grande settimana all’insegna della sicurezza.

 

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