Il rispetto nella cultura aziendale

di Stefano Pancari
IL RISPETTO NELLA CULTURA AZIENDALE

Quando muore una persona sul lavoro ci chiediamo se mai ci sia stato il rispetto. Il rispetto del titolare nei suoi confronti, il rispetto dei colleghi nei suoi confronti e il rispetto che la vittima stessa ha avuto delle regola, della vita stessa e dei suoi cari.

rispètto (ant. respètto) s. m. [lat. respĕctus –us «il guardare all’indietro; stima, rispetto»]. – Sentimento che porta a riconoscere i diritti, il decoro, la dignità e la personalità stessa di qualcuno, e quindi ad astenersi da ogni manifestazione che possa offenderli

Fonte: Treccani.

In questi giorni è un gran parlare di Aretha Franklin sia perché è uscito il film Respect, che sono curioso di vedere in sala (torniamo al cinema!), sia perché Rolling Stone ha decretato che Respect è la miglior canzone del mondo scalzando Bob Dylan e la sua Like a Rolling Stone. È una notizia che fa estremamente piacere visto i delicati contenuti di quelle strofe immersi in un sound che non può lasciarti indifferente. Era San Valentino del 1967 e la regina del Soul rivendicò il diritto all’uguaglianza ed al rispetto.

Rispetto. È uno dei valori principe del vivere in armonia con ciò che ci circonda. Per quanto ognuno di noi gli dia una sfumatura di significato diversa, se fossimo accumunati dal rispetto reciproco probabilmente avremmo un modo di rapportarci alla vita migliore. Il rispetto è l’anima della sostenibilità che, strada facendo, sta inglobando l’equilibrio dell’impresa con l’ambiente e la salvaguardia della salute e della sicurezza sul lavoro del lavoratore.

Una persona farebbe del suo meglio se rispettasse la vita altrui e metterebbe in atto tutto ciò che è possibile per preservarlo da infortuni. Basterebbe guardare negli occhi i nostri collaboratori e vedere in loro una persona con una storia, un presente e un futuro. Se ci concentrassimo in questo esercizio vorremmo mai essere la causa diretta o indiretta di un loro infortunio o addirittura della loro morte? Molti di noi vivono in contesti dove queste occasioni sono remote, ma l’organizzazione del lavoro e i ritmi sappiamo che stanno portando la Società a livelli di stress sempre più al limite. Se fossimo consapevoli di essere la causa di litigi, nervosismo o stanchezza dei nostri collaboratori, saremmo fieri di noi? Non ci vuole molto per arrivare a queste condizioni: BASTA dare compiti a persone ancora non attrezzate con le competenze per espletarle, continuare a lavorare con strumentazione più simili ad un carretto siciliano che ad un supporto tecnologico, non ascoltare, non permettere la crescita, non premiare. La lista è molto più lunga di questi esempi e qualcuno di noi ci rivedrà alcuni contesti aziendali.

L’Organizzazione è un ecosistema delicato in cui gli equilibri nelle relazioni, nell’organizzazione e nel prendersi cura delle persone devono andare di pari passo con le performance aziendali. Così come per l’Ambiente, anche in Azienda bastano uno o più agenti inquinanti per distruggere l’equilibrio… e le performance.

Partiamo dal rispetto e, se ci è difficile immaginare come dargli forma, definiamo il rispetto che pretendiamo nei nostri confronti e ribaltiamolo con gesti nei confronti degli altri. Così facendo sono certo che saremo in breve tempo la miglior canzone della nostra Azienda.

 

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Andrea Di Maio 6 Ottobre 2021 - 14:50

WOW. PUNTO!

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