Il rinascimento della safety culture

di Stefano Pancari
Il rinascimento della safety culture

Nella foto: Fabio Viale presso la Galleria Poggiali di Pietrasanta.

Ed eccoci qua, al mio cinquantesimo editoriale per quest’anno che sta per finire. Per ROCK’N’SAFE è stato un anno di successi inaspettati con oltre trentamila visitatori unici del magazine, duemila follower su Linkedin e migliaia di apprezzamenti. Tutti questi risultati li abbiamo ottenuti grazie alla passione delle persone e di tutti i coloro che hanno contribuito a rendere vitale questo progetto. Evidentemente il mio primissimo collegamento che ho chiuso con The tide is turning di Roger Waters ha portato davvero bene.

Perché ROCK’N’SAFE

Grandi numeri, ma infinitesimi rispetto al numero 1371. Milletrecentosettantuno sono le vite che si sono spente durante il lavoro, milletrecentosettantuno sono le famiglie che hanno ricevuto quella tragica telefonata che non scorderanno per tutto il resto della loro vita. Milletrecentosettantuno.

Ho letto che nel 2021 il numero di risarcimenti assicurativi da catastrofi ambientali, che si aggiungono alle catastrofi causate dall’uomo (come se le prime non lo fossero indirettamente), sono in preoccupante aumento dando seguito ad un trend ormai consolidato da 50 anni a questa parte. Prendendo in esame le dieci principali catastrofi nel mondo di quest’anno, si registrano circa mille morti. Quando parliamo di sicurezza sul lavoro, pertanto, è come se parlassimo di un’Italia flagellata da oltre dieci catastrofi ambientali. Dieci catastrofi ambientali.

Fonte Assinews.it

Il 2021 è stato un anno in cui i media hanno parlato di più della piaga, rendendola talvolta argomento da Barbara D’Urso, ma come dice Madonna “ciò che conta è parlarne”. Anche il Governo si è accorto (finalmente) che esiste un problema sicurezza in Italia ed è corso ai ripari prima con un regime sanzionatorio rafforzato, una “promessa” di attività più organica degli Enti di controllo (cosa aspettavano per accorgersene) e dulcis in fundo la formazione dei datori di lavoro e un booster al ruolo del preposto.

Tanta roba, ci verrebbe da dire. Perdonami per il mio scetticismo, ma di promesse e parole siamo stanchi, è di fatti che abbiamo bisogno like the deserts miss the rain, come cantavano gli Everything but the girl. Quali sono i miei dubbi?

Ho dubbi su come verrà convertita in regola di legge la formazione dei datori di lavoro, ho dubbi sugli apprendisti stregoni che si lanceranno nella bolgia del mercato della formazione, ho dubbi sul ruolo di superstar del preposto e della cazzottata che ci sarà con i sindacati per trovare il giusto riconoscimento economico. Ma il preposto passeggerà fischiettando in reparto per osservare cosa faranno gli altri, come un vigile urbano per le strade cittadine, oppure sarà impegnato in qualche lavorazione a qualche macchinario?

ROCK’N’SAFE ci sarà, da osservatore critico ma prima ancora e soprattutto come attore propositivo, e ci impegneremo perché si passi da questo numero dai sapori così medioevali, 1371, ad un Rinascimento della cultura della sicurezza. E chissà che non vengano fuori dei Da Vinci, dei Donatello e dei Michelangelo che tra pennellate e colpi di scalpello comincino a dare forma ad un nuovo corso della nostra storia.

Sulle note di Reaissance di Skin ti auguro di vivere un 2022 a tutto rock! Faremo la differenza!

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