Il profondo stato di disagio in cui versano gli imprenditori del settore

di Riccardo Tarantoli
il profondo stato di disagio

Le discoteche e le sale da ballo hanno subito, più di altre categorie, gli effetti negativi del coronavirus, che hanno stravolto scenari consolidati e cambiato, radicalmente, gli stili di vita.

A tale riguardo le discoteche e le sale da ballo, luoghi simbolo della socialità e dell’aggregazione, sono state oggetto di provvedimenti di sospensione dell’attività prima, ancora, di tutte le altre categorie commerciali. Per senso di responsabilità gli imprenditori si sono immediatamente adeguati ai provvedimenti in oggetto. In questa prospettiva non è revocabile il dubbio che sulle attività sia sceso il silenzio più totale, molto più della deflagrazione effimera di un futuro senza prospettive. Come tutti i settori colpiti dalla pandemia anche il nostro settore ha bisogno di misure necessarie per la ripresa graduale delle proprie attività per escludere che il fantasma del fallimento economico, proprio di questi giorni, che porta le persone alla disperazione, spinga, anche gli spiriti più miti, a scegliere strade che si collocano fuori da una società ordinata.

Alla luce di tutto questo disagio, abbiamo messo a punto un protocollo e linee guida che consentono di individuare nuovi modelli organizzativi e relazionali che, tenuto conto delle esigenze di contenimento e prevenzione dell’emergenza, permettano la ripresa graduale delle nostre attività a cominciare da quelle estive, che si svolgono interamente all’aperto, e anche della curva decrescente dei casi di contagio, con un andamento positivo che si ritiene possa essere, in prospettiva, ancor più accentuato nei mesi estivi. L’obiettivo è agevolare la ripresa delle attività in totale sicurezza e garantire lo sviluppo alle aziende che devono essere capaci di investire in innovazione e ricerca.

La discoteca svolge un fondamentale ruolo sociale in quanto è chiamata a rispondere ai bisogni di socialità, di sperimentazione, di identità proprio di un momento di transizione come quello dell’adolescente. La discoteca diventa un punto di riferimento che dà sicurezza, che offre degli strumenti per ridurre la complessità ed il disorientamento.

Di fronte ad una società anonima, impersonale e spersonalizzante, i cui rapporti sono dettati dall’interesse, del tornaconto, dal calcolo, i giovani riscoprono la gioia dello stare insieme per incontrare le persone, senza calcolo, senza barriere sociali, senza doversi affermare per quello che fanno nella vita. Non va poi dimenticato che la danza e la socialità sono possibili solo grazie alla musica, fonte di sperimentazione per i giovani artisti che hanno la possibilità di esibirsi, dal vivo, nei nostri locali e aspetto culturale complesso per i giovani che la ascoltano perché, se è vero che la musica parla ai giovani, è anche vero che la musica parla dei giovani.

Alla luce dei processi relazionali, comunicativi e valoriali messi in moto, la musica diventa un fattore importante per un educatore o un genitore; proprio perché linguaggio e spazio di espressione del sé dei giovani può diventare porta di accesso al dialogo, al confronto, alla condivisione, alla comprensione, a tutto ciò che dovrebbe entrare in gioco in un’attività educativa e formativa.

Dimenticare le discoteche e le sale da ballo significa dimenticare, anche, le migliaia di giovani che cercano nella socialità offerta dai nostri locali dei punti di riferimento per rimuovere le inquietudini e le problematiche quotidiane, ancor più sentite in questo periodo.

C’è qualcosa di nuovo che, seppur abbia ancora i contorni non ben definiti, sta arrivando tra noi. Qualcosa che sarà sinonimo di libertà… di una nuova vita e di una diversa cultura.

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