Il potenziale di Clubhouse nella Safety

di Stefano Pancari
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Quando pensiamo di aver scoperto tutto, il mondo ci mette davanti a quelle novità di fronte alle quali torniamo ad essere dei principianti. Clubhouse, il nuovo vocal social, è sulla bocca di molti ed occupa molte pagine web. Questa settimana scelgo di parlarne con lo scopo di evidenziarne il potenziale per chi sceglie di contaminare gli altri sui valori della salute e della sicurezza.

L’ho soprannominato il San Francesco dei social, denudato dei tanti vezzi della comunicazione visiva mettendo in primo piano la cosa più importante: il messaggio. Quindi niente post scritti, foto patinate, slogan dai font bizzarri e niente pollicioni alzati. La comunicazione dell’apparire viene sostituita dalla comunicazione dei contenuti.

Clubhouse permette ai nostri pensieri di essere protagonisti. Apriamo le cosiddette Room mettendo sul tavolo un tema. La finalità principale del social è il confronto, quindi i nostri invitati e i curiosi che entrano nella nostra agorà possono fare domande così come dare il loro contributo. L’unico modo in cui ci presentiamo al mondo a livello visivo è con una nostra foto e una bio, per il resto dobbiamo aprire il microfono e interagire.

Quale ambiente migliore per divulgare i messaggi di salute e sicurezza? Al momento troviamo una miriade di Room che trattano di business, marketing, crescita personale, musica e gossip in genere. Non c’è da stupirsi se la Safety non è un tema principe, come del resto non lo è nella cultura generale. È qui che entra in campo la vera Safety Rockstar. L’obiettivo non è solo confrontarsi tra affezionati al mondo della Safety, ma quello di permettere ai “profani” di riflettere in modo informale che una vita migliore si può avere soltanto migliorando noi stessi.

Ti dirò di più. La contaminazione pura avviene quando entriamo come audience in una Room e, alzando la mano, interveniamo come speaker dando il nostro contributo sulla salute e sulla sicurezza al pubblico. Più distante è il tema trattato, più impattante sarà il nostro messaggio, l’importante è trovare quei link giusti che permettano di inserirci in modo fluido.

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Photo: Nikki Rosato

Ti faccio un esempio. In una Room di qualche giorno fa il tema trattato era il business. Ad un certo punto ha preso la parola Riccardo e dall’audio di sottofondo era chiaro che fosse alla guida di un’auto. Alberiga, una delle moderatrici, ha preso parola dopo pochi secondi e con educazione ha invitato Riccardo a mettersi soltanto in ascolto. Pur essendo solo un’interazione audio e non visiva, accendere e spegnere il microfono, vedere la bio dello speaker, entrare e uscire da una Room, portano l’attenzione e lo sguardo sullo smartphone. Sappiamo bene che, essendo alla guida di un’auto, il rischio è di fare un grave incidente durante quei momenti di distrazione. In quell’occasione, dopo alcuni minuti, sono riuscito a prendere la parola per rimarcare il gesto da Safety Rockstar di Alberiga pur non essendo un’addetta ai lavori. L’ho sentito come necessario perché non si perdesse nel brusio di fondo. Da quel giorno, ogni volta che parlo in una Room, invito i moderatori ad adottare lo stesso atteggiamento di Alberiga e molti hanno preso con favore il consiglio facendolo proprio. Se si diffondesse questa regola di bon ton quante distrazioni riusciremo ad evitare? Quante vite potremo salvare?

Immaginiamo per un istante se tante Safety Rockstar portassero il loro contributo, quante contaminazioni potremmo generare? Se la nostra visione è quella di contribuire per un mondo migliore dobbiamo prenderci la responsabilità di interagire in contesti nuovi e con persone nuove. Si parla tanto dell’intervenire, ma poi realmente interveniamo?

Il mondo cambia e le sale conferenza non saranno più il solo habitat naturale per divulgare e contaminare. Clubhouse ci dà questa grande opportunità. Io ho già cominciato, ma soltanto quando saremo in molti potremo fare la differenza.

Intanto vi aspetto on air con tanti amici e Safety Rockstar il lunedì alle 17 nella Room ROCK’N’SAFE.

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