B-SIDE #15 – Bruno Casini, scrittore, autore, divulgatore culturale.

di Rock'n'safe
Ospite di Stefano Pancari oggi a B-SIDE: Bruno Casini, scrittore, autore, divulgatore culturale.

Bruno, nella tua vita hai realizzato tantissimi progetti. Di cosa ti occupi oggi?

Mi occupo delle stesse cose di 40 anni fa! Musica, comunicazione, ho diretto per tanti anni il Florence Queer Festival, il festival cinematografico LGTB, insegno comunicazione all’Istituto d’Arte e Restauro di Firenze, scrivo libri…

Il tuo ultimo libro è “New Wave a Firenze”. Di cosa parla?

Racconta del fermento che c’era a Firenze nei primi anni ’80, quello che in tanti hanno definito un Rinascimento Rock. C’era una vasta scena musicale, tante etichette indipendenti. Intorno al mondo della musica si muovevano poi moda, teatro di ricerca, il cosiddetto clubbing, che è stato tanto studiato dai sociologi dell’epoca. Non c’erano steccati, c’era tanta contaminazione, collaborazione. Tutto questo sino alla fine degli anni ’80, ai primi anni ’90. Poi c’è stato un cambio generazionale.

Cosa facevi in quegli anni?

Dall’80 all’85 sono stato il manager dei Litfiba. Mi occupavo poi dell’Indipendent Music Meeting e del Pitti Trend.

Che aria si respirava allora?

C’erano tanti concerti, tante performance, festival, club, locali. Designer, videomakers, fotografi, stilisti, tutti i movimenti, gli artisti erano uniti in quest’onda. A Firenze c’era l’imbarazzo della scelta, una grande offerta culturale.

Come vivevate tutte queste esperienze?

Con passione, energia e tanto divertimento. Quando ti diverti nel lavoro che fai è fantastico. Noi non ci rendevamo conto appieno di quello che facevamo in quegli anni, anni di cui si parla ancora oggi. Celebravamo la vita, il divertimento. Da allora tanti artisti hanno continuato la produzione, la scena musicale di oggi è ancora viva, ancora arrivano progetti, fermenti, che arrivano anche all’estero.

Nel tuo ultimo libro racconti tutto questo e anche di più. Purtroppo molti personaggi di quegli anni non ci sono più…

Sì, purtroppo in tanti se ne sono andati, il libro è un modo per ricordarli. Vivevamo lo spettro dell’AIDS, ci si conviveva sempre. Sono stati anni molto difficili in questo senso.

Articolo e postproduzione video di Graziano Ventroni

 

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