Analogie e messa in sicurezza dei diritti del cliente

di Anna Maria Di Palma

Nel rapporto fiduciario che si instaura tra l’avvocato e il cliente esistono obblighi che costituiscono parte integrante del rapporto di mandato professionale tra le parti, tramite il quale il professionista assume l’obbligazione di compiere uno o più atti giuridici per conto del mandante.

Nell’ambito di tale rapporto e all’interno dei doveri che l’avvocato ha nei confronti del proprio cliente importante è il  dovere di informazione.

L’avvocato deve informare chiaramente la parte assistita, all’atto dell’assunzione dell’incarico, delle caratteristiche e dell’importanza di quest’ultimo e delle attività da svolgere, precisando le iniziative e le ipotesi di soluzione e deve informare il cliente e la parte assistita sulla prevedibile durata del processo.

Una delle eccezioni più comuni espressa dai clienti è proprio quella di sentirsi poco informati dal proprio avvocato sull’evoluzione della pratica.

In effetti, il cliente non dovrebbe essere mai posto nelle condizioni di dover contattare lo Studio Legale per avere informazioni sulla sua vertenza ma per converso il professionista deve adottare la massima diligenza nell’informare periodicamente il cliente di come sta andando la questione affidata.

Il processo come l’evoluzione di una trattativa e lo svolgimento di una mediazione sono composti di passi successivi che vanno seguiti in procedendo sia a tutela delle esigenze del cliente, ai diritti che vanta, alle norme che tutelano tali diritti nonché all’osservazione dello stato delle cose e dei rapporti tra le parti.

È la costruzione un’opera complessa come quando, se si volesse fare un’analogia si parla delle attività del Coordinatore della Sicurezza in un cantiere.

Come un Avvocato attento alla tutela di un diritto del cliente, un coordinatore segue passo passo l’andamento dei lavori, svolge compiti di continua vigilanza e controllo ed interviene operativamente per riprogettare la sicurezza qualora subentrino modifiche rispetto a quanto previsto in fase di progettazione.

Ecco qui l’analogia sulla variazione dell’indice di complessità nel lavoro del legale.

Il coordinatore adegua il piano di sicurezza e di coordinamento, in relazione all’evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute.

Così l’avvocato dovrà saper valutare nel suo percorso se modificare la linea difensiva del cliente a maggior tutela dei diritti.

Certo l’obbligazione del professionista è un’obbligazione di mezzi e non di risultato ma anche in questo rendere e renderci continuativamente informati garantisce la maggior possibilità di mettere in safety il cliente, quindi di arrivare ad un accordo o ad una sentenza che ad ampio spettro vada a tutelare i suoi diritti. E del resto, non è essenziale anche nella sicurezza sul lavoro informare nel modo più completo e chiaro? Su questo punto, l’articolo 36 del D.Lgs. 81/2008 non lascia dubbi.

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