Un anno da iguana per la sicurezza

di Stefano Pancari
Un anno da iguana

Primo editoriale dell’anno dopo una piccola pausa perché, se il lavoro è importante, lo è altrettanto prendersi dei momenti per ricaricare le pile. Quindi eccoci di nuovo qui a stimolarci vicendevolmente per trovare le strade giuste per un mondo migliore attraverso la cultura della sicurezza.

In questi primi giorni dell’anno il mondo del rock, solo apparentemente sopito, ha dato il primo grande sussulto con il nuovo sforzo artistico di Iggy Pop. Sapevamo da tempo dell’uscita del nuovo album ma, seppur venerando il personaggio per l’impatto che ha avuto nel mondo del punk con i suoi Stooges, non credevo che avesse ancora qualcosa da raccontare. Tendenzialmente anche i rocker con i canini più affilati agli esordi, con il passare degli anni si sono in gran parte trasformati in micioni da salotto. Sembrava che la stessa metamorfosi toccasse anche all’iguana del rock e invece…

 

Corri subito ad ascoltare Every Loser e ti renderai conto sin dal primo brano Frenzy che dopo i 75 anni si può dare tantissimo a questo mondo. Non credo che il Sig. Osterberg abbia avuto molti problemi ad ingaggiare il produttore Andrew Watt, piuttosto che a chiamare Duff Mc Kagan dei Guns’n’Roses, Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers, Travis Barker dei Blink 182, Stone Gossard dei Pearl Jam, Dave Navarro ed Eric Avery dei Jane’s Addiction  e Josh Klinghoffer ex RHCP e tantissime collaborazioni tra cui Eddie Vedder. Solo da questi nomi, oltre la ciliegina sulla torta che scoprirai leggendo tutto l’editoriale, dovresti capire la portata di un album che ti prende dal primo al quarantaduesimo secondo. Molte recensioni non lo etichettano come epico e non sono in grado di dire se lo è o meno, ma di sicuro ci conferma che il rock è vivo e vegeto.

Tra i tanti brani mi piace citare Morning Show ed il suo mood malinconico ma con un ghigno sotto i baffi. È così che probabilmente molti di noi si sentono in questo inizio anno. Tutto azzerato, incidenti, infortuni, morti sul lavoro, ma sappiamo bene che è soltanto una convenzione e che le cose non sono poi così diverse da ieri. Quindi ci diamo una sistemata al viso e usciamo nel mondo per partecipare e provare ad essere protagonisti in questo show. Il tempo è come una buccia, si apre e rivela. Chissà cosa riuscirà a rivelarci in questo 2023 e quanto saremo in grado di influenzare. Mi aggiusterò il volto e andrò, andrò a fare lo spettacolo mattutino.

 

Se sei qui a leggere questo magazine, però, sei tra quelle persone a cui un po’ di Iggy gli scorre nel sangue e, quindi, sarai capace di alzare il dito medio di fronte allo scorrere delle cose. Questo è ROCK’N’SAFE, opporsi allo status quo delle cose che scorrono con indifferenza. Come l’iguana nella sua lunga carriera saremo capaci di mandare a fanculo la reggenza di coloro che mantengono un certo tipo di cultura e saremo capaci di proporre un’alternativa. Quindi ascoltiamo Regency, in cui possiamo ancora godere della batteria del compianto Taylor Hawkins, e diamo di tutto perché si possa trasformare la sicurezza in qualcosa di cool e accolta da quante più persone possibili!

Buon anno safety punk a tutti!

 

 

Visita l’intera rubrica The safety rockstar!

SCORRI LA PAGINA E LASCIA UN COMMENTO.

Potrebbe interessarti

Lascia un commento

A SETTEMBRE IN LIBRERIA!