Scacco matto all’unsafe culture

di Stefano Pancari

Chissà se Beth Harmon sarebbe stata una grande Safety Leader!
Esatto, sto parlando della protagonista di The Queen’s Gambit, la serie TV di cui noi italiani abbiamo visto bene di storpiare il titolo con un più asettico La Regina degli scacchi. Per chi ha visto la serie sa bene che il gambetto della regina ha un doppio senso: da un lato è una mossa tipica del gioco degli scacchi, dall’altro è proprio quel che fa Beth (la regina) nei confronti del Sistema omofobo degli scacchi e al suo totem indiscusso, il campione mondiale russo Vasily Borgov. Per intendersi, l’alter ego di Ivan Drago. La differenza tra Beth ed il mitico Rocky è che lei ha la meglio grazie alla sua mente incredibile e non alla massa di muscoli dell’attore italo americano. Sono storie così diverse quanto piene di similitudini sul principio di rivalsa, degli USA vincitori sulla cattivona URSS e all’insegna di “uno su mille ce la fa”.

Quel che stupisce di Beth è la sua capacità di applicazione sin da piccola che la porta a potenziare quell’attitudine che mostra con gli scacchi sin dal primo incontro con il custode Mr Shaibel. Tutti ricordiamo le sue visioni notturne in cui ripassa la partita, studia le mosse e ossessivamente individua nuove strategie. L’insegnamento che ne traiamo è che quando ti applichi con dedizione e costanza, tutto è possibile.

Se Beth si fosse appassionata al mondo della salute e della sicurezza, anziché degli scacchi, come avrebbe potuto contribuire? Mi capita spesso di immedesimarmi con i personaggi dei film ed ho immaginato che benefici potrei trarre dal suo approccio.

Immaginiamo di poter essere così applicati dal poter prevedere le conseguenze delle nostre azioni, così come le reazioni da parte dell’ambiente che ci circonda; avremmo la possibilità di prevedere in anticipo l’imprevisto ed evitarlo o contenerlo facendoci trovare già pronti.

Non è questo il succo della valutazione dei rischi?

Beth sarebbe stata una eccellente HSE manager perché analizzando tutte le condizioni al contorno, prendendo in esame tutti i case history e studiando le interconnessioni tra uomo e ambiente esterno, avrebbe individuato preventivamente i rischi e, quindi, adottato le migliori misure di prevenzione e protezione.

Noi non siamo protagonisti di un film e non prendiamo la sera pasticche verdi come la bella quanto intelligente protagonista, ma abbiamo un nemico ben più rognoso da battere. La cultura: più astuta di Borgov e più rocciosa di Drago, ma non invincibile.

Adottiamo la mentalità giusta, applichiamoci per far crescere la nostra competenza e adoperiamoci: che sia con un KO o con uno scatto matto questa sfida la vogliamo vincere.

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2 commenti

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2 commenti

Andrea Di Maio 25 Dicembre 2020 - 12:00

“Il gambetto è un’apertura di scacchi caratterizzata dal sacrificio di uno o più pedoni, nella prima fase della partita, in cambio del guadagno di spazio e tempi per lo sviluppo” (Wikipedia)
Essere Safety Leader significa anche questo… sacrificare un pochino di se stessi, a volte anche le proprie ambizioni di carriera o un contratto con un cliente importante, cercando di perseguire uno scopo ultimo più ampio e nobile, sviluppando una cultura strategica che possa portare a vincere la partita a “zero incidenti”

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Stefano Pancari 28 Dicembre 2020 - 13:52

grazie Andrea, quand’è che ci scriverai un articolo anche te?

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