L’importanza della comunicazione interna

di Elena Pezzini

l medium è il messaggio? Sfruttiamolo al meglio!

La differenza fondamentale tra parlare e comunicare sta nella varietà di canali e nelle modalità disponibili per traferire informazioni. Diversamente dal ‘semplice parlare’, la comunicazione può servirsi di una molteplicità di vie di trasmissione di contenuti, di stati d’animo, di storie che vogliono raggiungere ‘l’altro’ e creare un effetto.

Questa varietà di mezzi di trasmissione facilita la diffusione di un messaggio e lo amplifica. Non sempre la quantità è sinonimo di qualità, ma mi piace pensare agli aspetti positivi di questa nuova abbondanza nel campo della comunicazione, come quello di poter scegliere il mezzo più adatto a veicolare un contenuto, per renderlo più interessante ad un pubblico specifico e creare quindi un maggior effetto empatico.

Ultimamente ho letto di recenti studi delle neuroscienze letterarie a sostegno della tesi che la lettura lascia, di fatto, un segno durevole nella nostra identità. Chi non ha vissuto quel senso di rapimento che si prova quando si trova ‘il libro giusto’? Le neuroscienze letterarie studiano infatti quello che accade nelle nostre menti quando leggiamo. I libri, insomma, liberano la nostra mente per formare pensieri nuovi in un intreccio di conoscenze che, creando nuovi collegamenti, contribuisce a formare la nostra personalità.

Non solo il genere letterario, quindi, ma qualsiasi messaggio, se accompagnato dal giusto contesto e diffuso con il giusto mezzo, sarà ricordato più facilmente.

Filosofo e sociologo canadese, oltre che teorico della comunicazione, Marshall McLuhan parlava del “mezzo” come di un elemento che determina effetti pervasivi sull’immaginario collettivo, addirittura indipendentemente dai contenuti dell’informazione. Il medium è il messaggio è un concetto che si fonda su un’interpretazione innovativa degli effetti prodotti dalla comunicazione, sia sulla società sia sui comportamenti del singolo. Il mezzo, quindi, è già comunicazione – ma vediamo come.

Già alla fine degli anni ’60 McLuhan aveva capito il potere dello strumento di comunicazione in quanto tale, secondo un concetto di cui le aziende di oggi sono sempre più consapevoli. Da allora, nuovi mezzi di comunicazione si sono alternati e moltiplicati, secondo un interminabile principio di evoluzione e sono sempre più parte integrante delle nostre vite e vicini alla nostra quotidianità. Di conseguenza, il messaggio si è adeguato al mezzo, per farsi traghettare.

Ma non ha perso nulla in termini di valore, anzi, ha trovato nuove opportunità e nuovi occhi.

Nella realtà di tutti i giorni anche gli ambienti di lavoro stanno assecondando questo nuovo stimolo ad informare e a dialogare all’interno dell’azienda, con modalità sempre più attuali e dinamiche.

Ecco che allora i valori aziendali trovano spazio in messaggi più creativi e coinvolgenti, quando è possibile anche meno formali e più ‘accattivanti’; le communities delle intranet avvicinano gruppi di colleghi che condividono argomenti comuni, e da questi scambi nascono nuove idee e nuovi stimoli; i visual aiutano a sintetizzare e memorizzare concetti chiave – sono ‘nuovi’ mezzi, ma si fondono con il contenuto perché fatti su misura l’uno per l’altro.

È in questo nuovo e stimolante ambiente comunicativo e creativo che possono trovare uno spazio più friendly persino le informazioni di carattere formativo. Pensiamo ai temi cari a questa webzine, ai messaggi formativi sulla sicurezza e sul benessere della persona: la formazione prevede corsi con test finali obbligatori, ma quanto di quello che leggiamo ci resta davvero in mente e viene messo in pratica nella realtà di tutti i giorni?

Avete presente quella finestra che riflette immancabilmente sullo schermo del pc perché siamo seduti alla scrivania nel modo sbagliato? Ecco, questo è un classico esempio. Non avere quel riflesso ci farebbe vedere molto meglio e stancare gli occhi molto meno!

Avere ben chiari in mente i messaggi fondamentali sulla sicurezza e sul benessere nelle singole realtà lavorative (perché ogni realtà è particolare) può e deve essere incluso in ogni buona comunicazione interna.

Come? Con immagini, con ironia, con frequenza, con semplicità, con coinvolgimento, con finestre di dialogo.

Queste interazioni avvicinano ed attraggono, facendoci sentire parte di una comunità, e non soli. Perché come disse Cesare Pavese, uno tra i maggiori intellettuali italiani del XX secolo, tutto il problema è questo: come rompere la propria solitudine, come comunicare con gli altri.

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