Sicurezza ed educazione

di Daniele Andrea Bilanzuoli
sicurezza ed educazione

Cosa possono insegnarci le recenti tragedie avvenute sui monopattini?
Siamo pronti a diversificare la mobilità sulle strade pubbliche?
C’è consapevolezza del pericolo?
C’è una soluzione, almeno una possibile soluzione?

La risposta è Educazione Stradale.

Mi è capitato di parlare di sicurezza stradale a più classi delle elementari; certo bisogna modificare i contenuti per renderli appetibili ai bambini di quell’età ma vi assicuro che partecipare alla loro educazione è il vero investimento per il futuro. Gli stessi alunni sono fantastici quando smascherano le marachelle, per così dire, dei genitori quando guidano: il papà usa il cellulare al posto di concentrarsi alla guida, la mamma che si accende una sigaretta o cerca qualcosa di piccolo nella borsa. La reazione dei genitori è la più gratificante: “mio figlio ora mi rimprovera per…”, “mia figlia mi bacchetta…”. Cari genitori e non, perché non ascoltate i vostri figli o, ancor meglio, perché non riflettete sul vostro comportamento? (Su questo ultimo concetto ritornerò tra poco).

sicurezza ed educazione

Il Codice della Strada è una porzione di Educazione Civica e come tale merita una menzione nelle scuole non come tediosa lezione giuridica, ma come educazione alla condivisione della strada. Basta una semplice domanda, posta nella maniera giusta (mi piace definirmi un ascoltatore maieutico) per regalare alla persona a cui ci rivolgiamo una spontanea consapevolezza in merito.

Inoltre, passiamo tantissimo tempo a contatto con altre persone in luoghi pubblici dove eterogenei veicoli danzano tra loro con ritmi diversi e difficili da incastrare. La sicurezza è ascoltare, dedicare tempo a osservare la situazione; non basta viverla in maniera passiva, dobbiamo ricordarci dove siamo.

Per finire, educare richiede tempo e fatica basandosi tanto sulla preparazione che sull’ascolto (questo benedetto ascoltare ronza sempre come una mosca). Noi adulti possiamo mostrare come avviene o almeno dovremmo ricordarci di questo nobile compito. I genitori sono la chiave. I bambini e gli adolescenti sono attenti osservatori, potremmo dire ascoltatori, delle nostre scelte. È stato stimato un ammontare di circa 40.000 (quarantamila) ore di osservazione dei genitori (apprendimento osservazionale indiretto) alla guida come passeggeri prima di giungere in una qualunque scuola guida. Capite la portata statistica? Sono ore in cui non ci sono costrizioni, c’è fiducia verso i propri genitori ed il gioco è fatto.

Riprendiamo le fila del discorso: c’è consapevolezza del pericolo? Non c’è educazione alla consapevolezza del pericolo. Non c’è abbastanza consapevolezza tra le persone che popolano i luoghi pubblici. È talmente facile sbagliare rischiando di uccidere qualcuno, conducente incluso, che non serve possedere il porto d’armi. Abbiamo già un’arma sempre innescata: la nostra testa quando non è consapevole.
Possiamo imparare dai recenti fatti? Se lo vogliamo, se siamo pronti ad ascoltare. Per il momento chi ha da dire con semplici parole sono gli Iron Maiden; potrebbero descrivere l’opinione comune in merito con la canzone Judas Be My Guide, in un periodo di cambiamento musicale quando il Grunge descriveva il nuovo malumore dopo l’illusione del Sex Drugs and Rock’N’Roll di fine anni 80, cacciando le Ballad dagli album:

Spegni la luce – viviamo in un mondo di tenebre
è indubbio – tutto è in vendita
Siamo addormentati – e il mondo brucia
Preghiamo Dio che ci aiuti
Niente è più sacro – non lo è mai stato

sicurezza ed educazione
Tutto va male…
è tutto qui ?
posso andare ora ?
Il Rock rappresenta trasgressione, essere promotori della Sicurezza è trasgressivo perché nulla può essere meglio che tornare a casa sempre, ed è meglio che far finta di niente e schiantarsi con un qualunque veicolo. Educhiamo alla sicurezza, siamo Rock!

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