La sicurezza nei concerti

di Raina Berin
concerti

Avete mai pensato come saranno i concerti live dopo questa pandemia Covid? Mi chiamo Raina, sono un’infermiera libera professionista e mi occupo dal 2017 di Medicina del Lavoro, Sicurezza e Prevenzione, inoltre sono manager della band Frammkenstein di Udine, tribute band Rammstein.

Sicuramente non sono una virologa ma ci tengo a condividere una mia idea su come eventi live e grandi festival rock/metal possano continuare ad esserci, in sicurezza. Pensiamo a tutti coloro che lavorano all’interno di questi grandi festival come Metaldays, Wacken, Sweden Rock, Metal on the Hills, a tutti gli artisti, manager, operatori tecnici e tantissime altre figure, senza considerare anche gli spettatori. Ci troviamo di fronte a veramente tantissime persone, dove l’organizzazione degli spazi e degli eventi stessi va rivista a puntino. Partendo dall’organizzazione degli spazi, si potrebbe considerarli all’aperto come stadi, arene, palazzetti sportivi dove i posti siano riservati, prenotabili e garantiscano un distanziamento tra il pubblico, evitando così un possibile assembramento.

Nel caso fosse al coperto, che l’accessibilità all’evento venga limitata a un numero prestabilito di persone, garantendo così un accesso ridotto. La disponibilità di avere una scelta tra zona “Vip” e “Normale”, dove la prima consisterebbe in una zona più vicina al palco, con prezzi accessibili, con distanziamento, e la seconda dove il pubblico è più lontano, delineata in spazi dedicati o magari predisposti su gradinate.

Far ricorso a nuove norme igieniche come ad esempio garantire un “Hands gel point”, erogatori automatici di gel igienizzante, all’entrata dell’evento e all’interno, dove il pubblico e gli artisti ne possono usufruire.

Un altro aspetto da considerare è che essendo un evento musicale, gli spettatori vogliono viverlo in maniera rilassata e spensierata, quindi un’idea da prendere in considerazione è la figura della “security” per gli spazi pubblici per monitorare e sorvegliare i comportamenti corretti di tutti i partecipanti.

Ritengo che gli eventi/festival vadano svolti in sicurezza e a volte non nego ci voglia un po’ di severità, e se qualcuno non rispetta tali “regole” è doveroso che venga allontanato per salvaguardare la salute e sicurezza colletiva. Poco ma sicuro, non vedremo “pogare “la gente per un po’ di tempo finché la situazione non è stabilizzata, ciò potrebbe rappresentare un’idea sana di far musica.

Secondo me, tutto ciò può fare la differenza.

Il fatto di misurare la temperatura all’entrata può essere un fattore d’aiuto parziale perché sono le azioni delle persone che cambiano le cose.

Per quanto riguarda gli artisti, manager e tecnici, andrebbe rivisto l’ordine delle esibizioni e l’organizzazione degli spazi dietro le quinte. Ad esempio, i Meet & Greet meglio se fatti con l’uso della mascherina e senza contatti stretti con gli artisti. Molte volte “dietro le quinte” si ritrovano “ammassati” per mancanza di spazi, penso. Andrebbe limitato l’accesso al backstage e prestabilito un orario d’arrivo e partenza delle band in maniera tale che non si venga a creare assembramento anche tra loro. Nel caso questo non fosse possibile, creare un’area esclusiva per artisti e manager, che sia al di fuori del camerino o il dietro le quinte. Potrebbe essere un’alternativa.

Queste sono le mie idee a riguardo per continuare a fare musica. Sono sicura che prima o poi i concerti e gli eventi torneranno ad essere come prima, ma nel frattempo sarebbe giusto usare delle misure preventive che permettono di non fermare completamente gli eventi, fronteggiando il Covid, e utilizzando il buon senso. Inoltre questo pensiero può essere condiviso o meno, sono disponibile ed elastica ad altre idee. In questo momento storico, penso sia giusto che le accortezze vadano rispettate, per il bene comune, in questo caso divertimento e spero con il cuore che ognuno possa contribuire nel suo piccolo a darne una svolta. Per tornare più forti di prima.

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