Il bomber vero

di Stefano Pancari
il bomber vero

Immagine: https://notizie.virgilio.it/

Immobile resta ancora in ospedale. Immobile un altro giorno ricoverato. Land Rover salva la vita a Ciro Immobile. Come sta Ciro Immobile dopo l’incidente?

I primi 20 articoli che trovi sul web nell’ultima ora, alla data in cui sto scrivendo, sono tutti e solo su questa lunghezza d’onda. Se da un lato non c’è da stupirsi, visto che stiamo parlando di un calciatore di serie A, idolo della sponda biancoceleste del Tevere, dall’altro fa incazzare per quanta omertà (e falsità) c’è dietro questa scampata tragedia.

L’incidente auto – tramvia deve essere stato un bel boato ed è lecito parlare di un near miss in grassetto, visto che autista del tram, lo stesso Ciro e le sue figlie, per quanto si apprende, non hanno avuto conseguenze gravi. Il trauma distorsivo alla colonna vertebrale del giocatore di calcio, nient’altro è che il colpo di frusta che si prenderebbe Peppiniello il carrozziere.

Sono le 8.30 del mattino e Ciro sta accompagnando le sue figlie ad un saggio di danza provenendo da Lungotevere Matteotti, quando il calciatore si scontra con il tram che era diretto al rione di Roma Prati. Un botto alla Fast & Furious tanto da distruggere il robusto SUV e portare fuori dai binari il serpentone metallico.

Sono sollevato che nessuno abbia riportato lesioni gravi, conscio in questo momento difficile di aver agito correttamente, confido in pieno nelle autorità che stanno svolgendo gli accertamenti”, dichiara Ciro tramite il suo avvocato. L’autista del tram invece tace, forse perché con il suo stipendio è già grassa se riesce a sbarcare il lunario, figuriamoci se può permettersi un avvocato che può parlare in sua vece.

Caro Ciro, detto che non ci vuole uno scienziato per congetturare quanto sto per scrivere, anche City Railways ipotizza con calcoli matematici che andavi ad una velocità non inferiore agli 80 km/h, ma magari questo per te è normale.

I media sono dalla tua parte perché fai parte dello Star System del mondo del pallone, ma mi resta difficile credere a una delle ipotesi che sostiene un malore del conducente del tram. Testimoni dicono che questo signore, subito dopo la collisione, è sceso dalla tramvia per vedere cosa era successo ed ha parlato con i passanti. Morto e resuscitato in pochi istanti?

Detto che, come al solito, “le indagini ci diranno (speriamo) la verità”, fa strano sapere che un altro testimone era allo stesso tuo incrocio, nella stessa direzione, ma fermo al semaforo.

Quel che fa venire l’orticaria è che l’informazione, abbagliata dalla notorietà di uno e dall’anonimato dell’altro, se ne fotte dal mettere in evidenza che incidenti così avvengono per l’alta velocità nelle strade cittadine e con le distrazioni a portata di mano, smartphone in primis. Perché, diciamocelo con franchezza, posto che davvero avevi il semaforo verde, a 50 km/h e con l’accortezza che si dovrebbe porre quando ci accingiamo ad un incroco, ti saresti fermato prima dell’impatto.

Magari accerteranno che sei innocente o magari in cuor tuo sai di aver messo a rischio la vita delle tue figlie e quella di un uomo che era lì mentre stava lavorando. L’importante è che l’immagine pubblica sia salva.

A te, che non sei Ciro e che probabilmente hai i piedi a roncola, ricordo che è con i comportamenti sicuri che porterai i figli a fare il loro sport preferito, magari partendo in anticipo per avere un’andatura decente per strada e senza distrarti per uno stupido whatsapp o una videochiamata.

Questo vuol dire per essere veri “bomber” e campioni nella vita.

 

 

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