Condividere per cambiare

di Raina Berin
Condividere per cambiare

Ci stiamo rendendo  conto  che la nostra vita è cambiata rispetto una volta?

Ti sei  mai soffermato a pensare quanto sia frenetica la vita che stiamo facendo?

Ebbene sì, in questo articolo vorrei focalizzare l’attenzione su questo aspetto e tutto ciò che ne deriva.

Per chi non lo sapesse e si trova a leggere per la prima volta i miei articoli, ci tengo a presentarmi.

Mi chiamo Raina Berin e sono un’infermiera libera professionista e opero da un po’ di anni nel settore della medicina del lavoro, prevenzione e sicurezza in provincia di Udine.

Sicuramente stiamo vivendo in una società dove orari di lavoro, impegni e tanto altro ci influenzano nel modo di vivere, a volte perdendo di vista il MODO in cui facciamo certe cose.

A volte non poniamo attenzione al fatto che movimentare un carico, che può essere un semplice pacco, scrivere al pc in una posizione scorretta, stare ore davanti allo schermo di un pc, può danneggiare gravemente la nostra salute.

Si è perso un po’ il controllo nel prestare attenzione alle piccole cose.

I posti più colpiti sono sicuramente gli ambienti lavorativi dove molte volte non viene data un’importanza incisiva in merito, basti pensare che in media i corsi dedicati alla sicurezza sui luoghi di lavoro sono riservati a poche categorie (come ad esempio capi reparti o addetti alla sicurezza) e fissate in poche date all’anno, quindi molte volte la gente si sente quasi “costretta” a sostenerli.

Penso che si debba dare molta più GIUSTIZIA ed IMPORTANZA a questa branca della medicina: LA SICUREZZA e il BENESSERE collettivo.

In questo particolare momento storico colpito dalla pandemia, moltissimi settori si  trovano a rischio e molte volte pensano alla quantità del lavoro piuttosto che alla QUALITÀ.

La qualità è un aspetto invece a mio parere da non sottovalutare, perché nel momento in cui c’è una qualità e benessere collettivo nella salute di chi all’interno di un’azienda ci lavora, di conseguenza vi è molta quantità.

È importante sensibilizzare maggiormente su questo aspetto e generare un vero e proprio cambiamento nella cultura della sicurezza e di conseguenza di un benessere comune.

La gente ha bisogno di essere presa in carico, coinvolta e ha la necessità di essere unita cercando di capire come e quali aspetti potrebbero essere migliorati nella loro attività lavorativa e, molte volte, in certe realtà, ci si sente “pedine” di un sistema dove la parola dominante nella mente è solo “produrre”.

Ritengo che siano utili degli incontri/“briefing” concordati all’interno di un’azienda, fatti ad una cadenza mensile oppure quando se ne sente il bisogno, nei quali vengano decise e organizzate idee, opinioni e attività che promuovano la consapevolezza di lavorare in ambienti sicuri, con persone CONSAPEVOLI di cosa e come stanno operando.

Basti pensare quanti incidenti sul posto di lavoro accadano annualmente. Sicuramente queste vittime avranno fatto un corso sulla sicurezza ed erano aggiornati sui rischi a cui andavano incontro, allora perché sono successi?

Sicuramente certe cose accadono per forza di causa maggiore, ma diversamente possono accadere per motivi quali stanchezza, disattenzione, stress, ritmi frenetici nell’operato.

Le aziende in primis hanno il dovere e il diritto di tutelare chi lavora all’interno di un’azienda e quindi rendere consapevoli le persone in cambiamenti reali, non di facciata bensì nel loro stile di vita, cercando sempre di raggiungere il tutto gradualmente, fissando degli obiettivi passo dopo passo.

Sicuramente molti di voi si chiederanno “ma come”?

Penso che la CONDIVISIONE periodica di determinate idee tra lavoratori, il PROGRAMMARE l’attività, considerando di essere consapevoli di ciò che stanno facendo, e soprattutto riconoscere i propri LIMITI, che possono essere soggettivi,  sia un ottimo punto di partenza per prevenire i rischi e garantire un ambiente sicuro.

Tutto ciò è un discorso che vale non solo dal punto di vista lavorativo, ma anche  personale. Anche quando si è alla guida è importante essere consapevoli che non si tratta solo della propria sicurezza, ma si potrebbe nuocere involontariamente anche a quella altrui.

Concludendo , ci tenevo a precisare che un altro aspetto molto importante per creare reali e solidi stili di vita, è iniziare da qualche punto, senza avere la paura di essere fuori luogo o azzardare, al fine di renderli concreti ed efficaci.

Il farsi avanti è quello che fa la differenza, che permette davvero di creare vere e proprie rivoluzioni. Penso che a nessuno piaccia essere “succubi” di un sistema dove non vi è la capacità di parola o di esprimere la propria opinione, perché sicurezza e prevenzione è proprio questo: dare voce alle esigenze delle persone, nel limite del  possibile, tenendo conto che essere “sani” a 360 gradi permette di essere migliori non solo come persone ma anche come comunità.

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