Campagna #mammaallacciamilacintura

di Stefano Pancari
#mammaallacciamilacintura

Puoi rendere il mondo libero, puoi aprirmi la mente
Almeno fino a quando il mio piccolo è al sicuro dai pericoli stanotte

(Massive Attack – Safe from harm)

 Su cosa si fonda la cultura? Una domanda marzulliana che mi pongo per capire come poter affrontare la grande sfida che ci poniamo sulla sicurezza sul lavoro e sulla società. Un bambino conosce le regole attraverso cosa gli viene detto e soprattutto l’esempio che, volente o nolente, gli viene trasferito in primis dalle figure genitoriali e la scuola. Non solo, il contesto in cui vivono, i nonni, gli amici, i media influenzano in un modo o nell’altro la percezione che l’individuo ha del mondo e i suoi comportamenti.

Come minimo ci aspettiamo che le figure apicali della Bambino SpA, genitori e scuola, facciano del loro meglio per trasferire valori prima ancora di regole. Ma non sempre è così.

Proprio in questi giorni abbiamo accolto con un sorriso la notizia che là, nella stanza dei bottoni, si sono incontrati per trovare soluzioni alla sicurezza sul lavoro e finalmente abbiamo cominciato a sentir parlare di cultura della sicurezza ed educazione sul tema a scuola.

Fate in fretta!

Sono almeno 4 anni che medito su come sia possibile che la scuola fruisca di scuolabus senza le cinture di sicurezza per i passeggeri in grembiule. Senza fare nomi avevamo avviato anche un accenno di dialogo per provare a far qualcosa, ma si sa, la politica è lunatica e ti ascolta a seconda della convenienza.

È così che ho cominciato a parlarne con una persona “laica” e fortemente impegnata nella divulgazione della cultura della sicurezza stradale e, tra una videocall e l’altra, con Valentina Borgogni di Associazione Gabriele Borgogni Onlus è nato il desiderio di andare nelle scuole con una campagna denominata:

 

MAMMA, ALLACCIAMI LA CINTURA!

Quanti sono i genitori in primis che non pretendono che i propri figli si allaccino la cintura di sicurezza nei sedili posteriori? Quanti sono quelli che non danno il buon esempio facendo passare la cintura dietro la schiena oppure trovando escamotage di basso livello intellettivo per non far suonare quel benedetto cicalino?

Un esempio vicino è un’amichetta di mia figlia che, quando capita che le dia un passaggio a casa, non mette in conto di mettersi in sicurezza. Non gliel’hanno insegnato i genitori, perché dovrebbe farlo?

Però ha imparato una cosa nuova: quando sale in macchina con il babbo di Cloe, la macchina si mette in moto solo quando la cintura ha fatto click e lei, magicamente, lo fa.

Nostra responsabilità è, quindi, educare i giovanissimi ad usare la cintura di sicurezza in modo tale che siano loro stessi a chiederla ai genitori smemorati. Andremo nelle scuole per far divertire i bambini con la sicurezza e per fare in modo che gli resti “simpatica”.

Lanceremo anche una campagna social che anche grazie a te può diventare virale.

Usa la grafica che ti mettiamo a disposizione in fondo a questo articolo oppure nella sezione PIT AREA di ROCK’N’SAFE: Clicca qua (registrazione gratuita) oppure pubblica foto di scuolabus senza le cinture di sicurezza o dei tuoi figli con la cintura sicurezza.

L’importante è usare l’hashtag #mammaallacciamilacintura.

Facciamo rumore, come lo ha fatto in questi giorni Riccardo a Firenze rifiutandosi di far salire sua figlia su quello scuolabus senza cintura di sicurezza. Queste sono le safety rockstar che dicono di no allo status quo del “ma cosa vuoi che succeda”.

Facciamo rumore e, se saremo in tantissimi, smuoveremo l’opinione pubblica e anche le istituzioni noteranno che c’è una bella parte della popolazione in Italia che tiene alla sua pelle e a quella del bene più prezioso che abbiamo, i nostri figli.

 

Scarica e condividi sui social lo slogan della campagna con l’hashtag #mammaallacciamilacintura:

#mammaallacciamilacintura

#mammaallacciamilacintura

 

 

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