Le vacanze in safety dei figli di genitori separati

di Anna Maria Di Palma

Si sa che nel periodo natalizio ognuno vuole ritrovarsi insieme in famiglia.

Ma questo è anche il periodo in cui si verificano litigi e tensioni tra genitori riguardo alla gestione della collocazione e delle visite dei figli.

La sera della vigilia, il giorno di Natale, il Capodanno e l’Epifania possono diventare giorni nei quali, anziché respirare un’aria di condivisione e di festa, si respira ancor di più quella del conflitto.

Seppur ci siano modalità indicate nel provvedimento del tribunale, non è infrequente che sorgano nuove necessità e eventi imprevisti che determinano la volontà in un genitore di denunciare l’altro per mancato rispetto dei provvedimenti di giustizia sull’affidamento.

In realtà, non esistono norme di legge che regolamentano l’affido della prole per i periodi di festa e di vacanza; la ragione sta nel fatto che, come per tutte le questioni che coinvolgono i minori, l’unica regola è quella di dare priorità al loro benessere.

Però la prassi adottata dai tribunali stabilisce che le vacanze natalizie vengano suddivise sulla base di un criterio di alternanza.

Nello specifico – e salvo diversi accordi intervenuti tra le parti – i provvedimenti prevedono che i figli trascorreranno le festività natalizie per metà con la mamma e per metà col papà, di modo tale che, ad anni alterni, essi stiano con una il periodo che va dalla chiusura delle scuole fino al 30 dicembre e con l’altro il restante periodo fino all’Epifania.

Bisogna chiarire che il provvedimento del tribunale non vincola i genitori ad un rispetto rigido di quanto in esso contenuto, ma rappresenta semmai un riferimento necessario per il caso in cui tra gli ex non ci sia dialogo, capacità o anche solo volontà di adattarsi alle nuove circostanze.

In altre parole, i genitori sono liberi di concordare differenti modalità degli incontri durante le feste rispetto a quelle stabilite (o omologate) dal giudice, modellandole alle esigenze che in quel momento la famiglia può presentare.

Altra possibile soluzione è quella relativa alla formula per cui il giorno 24 dicembre lo si passa con un genitore, mentre il successivo 25 con l’altro genitore, e così anche per il giorno 31 dicembre e 1 gennaio, dividendosi gli altri giorni in modo regolare.

Questa tipologia di divisione, alla quale personalmente preferisco tempi più lunghi con ciascun genitore, ben si adatta a chi non ha problemi negli spostamenti e predilige una certa “costanza” nel rapporto coi figli, evitando periodi troppo lunghi in cui un genitore resterebbe senza figli, specie se si tratta di figli piccoli.

Ancora non può essere esclusa la possibilità di trascorrere parte delle vacanze con entrambi i genitori contemporaneamente, al fine di dare serenità ai figli, facendo attenzione, però, soprattutto, di non indurre i figli a sperare in una ritorno alla vecchia situazione ante separazione, poiché ciò sarebbe molto dannoso.

E per chi possa temere denunce, potrà bastare anche il semplice scambio di una mail tra i genitori per formalizzare un nuovo accordo senza doversi rivolgere al giudice, né rischiare che l’ex possa sostenere di non aver mai concordato un programma diverso da quello stabilito in sentenza.

D’altronde non è pensabile rivolgersi al tribunale ogni qualvolta sorgano nuove questioni, assolutamente contingenti e imprevedibili al momento della pronuncia del giudice.

Tuttavia, saper tenere conto quando esse si verificano è espressione della capacità di entrambi i genitori di accogliere i bisogni dei figli, i quali troppo spesso nelle cause in tribunale non hanno voce in capitolo.

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