La parola ad Andrea Zaratani, Direttore Generale PiùSicurezza Srl

di Rock'n'safe
La parola ad Andrea Zaratani

Andrea Zaratani

Competenza e lungimiranza, potremmo descrivere così Andrea Zaratani con cui questa settimana abbiamo fatto una piacevole chiacchierata. Durante l’intervista abbiamo parlato dell’evoluzione di PiùSicurezza Srl, dell’evento del 27 Maggio e di un’interessante aneddoto…

 

 

Andrea, tu con la società che dirigi, la Più Sicurezza Srl, hai una missione importantissima: quella di addestrare i lavoratori a lavorare in sicurezza. Parlaci di questa “vocazione”…

Il progetto del Campo Prove nasce dall’idea di persone che operavano da anni nel mondo della sicurezza sul lavoro e ritenevano, nel 2010, che fosse ora di uscire dalle aule e di passare dalla mera formazione teorica all’addestramento pratico da farsi in un contesto appositamente progettato che consentisse di simulare condizioni reali. Considerato che gli Accordi Stato-Regioni che conosciamo oggi ancora non esistevano, era una visione lungimirante che ha trovato il supporto di importanti realtà locali nell’ottica di fornire un servizio al territorio imolese.

Io vidi nascere questo progetto grazie a un’Associazione imolese che dal 1999 si occupava di sicurezza nei cantieri ed è stato testato in un evento pubblico presso l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. Negli anni successivi gli ideatori trovarono i soci finanziatori (Confindustria Delegazione di Imola, LegaCoop Imola e ConAMI) e io seppi che cercavano un Direttore, così mi proposi attirato dall’idea di creare qualcosa di veramente innovativo.

Iniziò così nel Maggio 2012 la mia attività in PiùSicurezza, attività che si è evoluta nel tempo. All’inizio bisognava creare gli elementi base di qualsiasi società, dalla sede, al sito web, alla ricerca dei partner e fornitori. Ho costruito qualcosa che non esisteva prima (nel 2012 i campi prove in Italia erano veramente pochi) progettando gli scenari (hardware) e i format dei corsi (software) poi mi sono occupato degli aspetti commerciali e gestionali.

In tutte le società le persone sono importanti e in questo caso è sempre stato forte il supporto degli ideatori, del CDA e del Direttivo, persone da cui ho imparato molto e che si sono presi a cuore un progetto innovativo e importante per le aziende del territorio.

Nel tempo abbiamo aumentato le tipologie di corsi di addestramento e le attrezzature disponibili fino alla situazione attuale che ci consente di erogare dai corsi per attrezzature di lavoro, ai corsi antincendio, ai corsi di guida sicura fino ai corsi per i lavori in quota e in ambienti confinati.

Da dove nasce l’idea di collaborare con realtà come l’azienda Somain e dell’ “addestramento esperienziale”?

Diciamo che la collaborazione con altre realtà è nel nostro DNA, la motivazione che ci guida è sempre la stessa: collaborare con partner che siano leader nel proprio specifico settore.

Anche in questo caso sono le persone quello che contano: collaboravamo da anni con un referente tecnico/commerciale molto in gamba e preparato che nel 2021 è andato a lavorare in Somain Italia. Abbiamo così avuto modo di conoscere questa azienda di Bergamo trovando molte affinità sull’approccio alla qualità, etica del lavoro e all’importanza per i temi della sicurezza. Inoltre si tratta di una dimensione aziendale giusta per avere un buon equilibrio fra produzione in serie e personalizzazione dei prodotti per il cliente.

Nel nostro DNA, oltre ai corsi di addestramento, c’è anche l’idea di poter mostrare in funzione i DPI e le attrezzature per il lavoro sicuro presso i nostri scenari addestrativi, approccio molto apprezzato da Somain Italia e dai produttori in generale.

La parola ad Andrea Zaratani

Il vostro calendario è ricco di eventi, cosa succederà il 27 Maggio? 

Finalmente dopo due anni di pausa forzata torniamo a proporre degli eventi ai nostri clienti… diciamo che è una gioia poterlo fare nuovamente. La funzione di riferimento tipica nelle aziende clienti è l’ufficio sicurezza (RSPP, HSE Manager, ecc) con cui riesco a dialogare bene grazie al mio background di ingegnere per la sicurezza.

Il 27 Maggio vogliamo offrire l’opportunità di vedere in uso (ma anche di usare direttamente) un buon numero di attrezzature per l’accesso agli ambienti confinati, sarà quindi una giornata a taglio molto pratica, con possibilità di toccare il nostro “hardware” e sentirne spiegate le particolarità dai tecnici del produttore, la Somain Italia appunto.

L’evento rientra nel format “Associati per Associati”, importante opportunità per noi associati di Confindustria Emilia Area Centro. Si tratta di un’iniziativa che mira a favorire occasioni di incontro e scambio di buone pratiche offrendo agli associati l’opportunità di far conoscere la propria realtà industriale e condividere progetti ed esperienze, potendo usufruire di un supporto da parte dell’Associazione nell’organizzazione degli incontri, nell’invio degli inviti e nel coordinamento delle informazioni utili all’evento.

Grazie anche a questo supporto ad oggi siamo già oltre le 50 adesioni e quindi prossimi al sold out!

Lei è quella che noi chiamiamo una Safety Rockstar: quanta passione ci vuole per affrontare un mondo come quello della sicurezza sul lavoro molto spesso poco considerato?

Per carattere non mi sento una Rockstar, mi sento una persona che non demorde, che persevera nei propri obiettivi e che non cede alle pressioni di chi vuole spingere verso la “semplificazione”. Da giovane ingegnere mi capitò un caso che mi è rimasto dentro: stavo seguendo un cantiere stradale nel quale avevo richiesto l’installazione di new-jersey bianchi e rossi da riempire d’acqua per proteggere i lavoratori. L’impresa non li aveva e voleva mettere una semplice recinzione in plastica, come quelle che si vedono troppo spesso a bordo strada. Ho litigato ma non mi sono lasciato spingere verso la “semplificazione”. Un giorno gli operai mi hanno ringraziato raccontando che un’auto per non tamponare quella davanti aveva curvato verso il cantiere ed era stata “trattenuta” proprio da quei new-jersey… se ci fosse stata la rete in plastica gli operai non mi avrebbero potuto raccontare questo fatto.

Questa cosa mi guida sempre ed è “il perché” che mi guida nella Direzione di PiùSicurezza, che corrisponde alla volontà dei soci e che è apprezzato dai nostri clienti che si aspettano molto da noi.

 

Leggi anche la precedente intervista della rubrica Tell me why.

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