La parola a Danila De Stefano, CEO and Founder Unobravo

di Rock'n'safe
Unobravo

Danila De Stefano

Farsi vedere da “uno bravo” sembra essere diventato più semplice, a portata di click: questa settimana incontriamo la dott.ssa De Stefano che, con la sua start up Unobravo, è riuscita a digitalizzare il supporto psicologico e ci spiega come è nata la sua idea.
E no… il lockdown non c’entra niente.

 

Dott.ssa De Stefano, in questi anni abbiamo attraversato momenti molto difficili: prima la pandemia, poi la guerra. Si potrebbe pensare che la start up “Unobravo” sia nata proprio da questo… ma non è così. Ci parli della vostra missione e della vision di questo progetto.

Unobravo è il servizio di psicologia online che si propone come punto di riferimento affidabile, competente ed empatico nella vita delle persone, per aiutarle a raggiungere il benessere psicologico e supportarle nella propria crescita personale.

L’idea della startup è nata prima della pandemia, a seguito di un’esperienza vissuta in prima persona. Dopo essermi trasferita nel Regno Unito, nel 2016, ho iniziato a lavorare come educatrice in una casa di cura psichiatrica. Tra lavoro e inserimento in un nuovo Paese, ho sentito l’esigenza di rivolgermi a uno psicologo ma ho dovuto far fronte a diversi ostacoli. Così mi sono chiesta come gli italiani all’estero si comportassero nel momento in cui avevano bisogno di uno psicologo, ma non potevano accedere al servizio. Il progetto, agli esordi, era rivolto proprio agli expat, ma poco dopo con l’emergenza pandemica ha visto un’evoluzione delle sue prospettive. Unobravo consente, infatti, di effettuare la terapia dalla comodità del divano di casa, garantendo così il massimo comfort ed elasticità. Grazie a un innovativo algoritmo di proprietà esclusiva dell’azienda, si effettua il processo di matching tra il paziente e il terapeuta più adatto per esigenze, affinità caratteriali e preferenze. Non solo: per democratizzare sempre più un settore che spesso risulta proibitivo per i suoi costi, Unobravo offre un prezzo calmierato che consente anche ai più giovani di potersi permettere un sostegno psicologico per svariate sedute.

A conferma del forte impegno sociale, ad Aprile 2022 Unobravo è diventata Società Benefit con l’assunzione nell’oggetto sociale di uno specifico impegno al perseguimento di un ampio beneficio comune a riprova dell’impatto sociale a cui tende la società nello svolgimento dell’attività di impresa.

 

Per un ambito così complesso come la psicologia ce n’è un altro come il mondo dell’online così veloce e, per certi versi, frivolo. Come possono funzionare, insieme, due mondi così apparentemente dicotomici?

Sicuramente fino a pochissimo tempo fa, prima della pandemia, sia i professionisti che i pazienti erano molto scettici nei confronti della terapia online. A due anni di distanza sembra quasi una banalità, ma in Italia eravamo molto indietro con la digitalizzazione delle prestazioni sanitarie, tra cui anche quelle psicologiche. Durante i mesi di lockdown tutti sono stati obbligati a sperimentare questa modalità e il fatto che medici e pazienti siano rimasti attivi nell’effettuare le sedute di terapia online dimostra come i timori iniziali fossero infondati. Numerosi studi, soprattutto statunitensi, hanno dimostrato infatti l’efficacia della terapia online in un alto numero di problematiche psicologiche, non constatando alcuna differenza in termini di efficacia rispetto alla terapia tradizionale, in presenza.

La nostra esperienza ci ha insegnato che, davanti al proprio pc, le persone si aprono in modo più veloce e con meno freni inibitori: si verifica quello che chiamo “effetto schermo” e in questo modo la creazione di un clima di intimità e fiducia permette l’instaurarsi di una solida alleanza terapeutica tra paziente e psicologo, fondamentale per un proficuo percorso, che sia online o in presenza. Da uno studio realizzato in collaborazione con  RPC Lab – Laboratorio di ricerca in psicologia clinica e dei gruppi dell’Università di Palermo è emerso infatti che il paziente Unobravo riesce a sentire la presenza del terapeuta anche in ambiente video mediato, e la valuta con un grado di soddisfazione pari a 8.2 su 10. Non solo: si riferisce un’alta percezione dell’alleanza terapeutica che lega il professionista al paziente e che, secondo la ricerca, è un buon fattore predittivo circa l’esito del trattamento psicoterapeutico.

Unobravo

Ci occupiamo spesso del lavoro dell’HR. In questo caso, presumo sia fondamentale, dato che si ha a che fare con il futuro delle persone.

Proprio così: la qualità del servizio che offriamo ai pazienti per noi è al primo posto e per questo  facciamo una selezione molto attenta dei terapeuti. Solo il 15% delle candidature totali che riceviamo va a buon fine: per assicurarci che ogni terapia sia di qualità e segua gli alti standard di Unobravo, svolgiamo con ogni terapeuta un percorso di crescita personalizzato attraverso supervisioni e training costanti, che ci permette anche di poter intervenire qualora si presentassero problemi.  Entrando a far parte del team Unobravo, gli psicologi liberi professionisti – tutti regolarmente iscritti all’Ordine degli psicologi – hanno inoltre la possibilità di crescere dal punto di vista lavorativo e personale: oltre a continue opportunità di formazione, confronto tramite intervisioni ed empowerment, offriamo benefit tra cui servizi di yoga, fitness online gratuiti e momenti di ritrovo dal vivo.

 

La salute mentale è considerata uno stigma sociale e un tema molto difficile e poco affrontato. Ci sono ancora pregiudizi contro la psicologia o “farsi vedere da uno bravo” è diventata una cosa normale?

Quello della salute mentale è un tema di cui, anche solo fino a cinque o dieci anni fa, non era possibile parlare liberamente. Non è un caso che il benessere mentale e fisico siano ancora trattati con pesi e misure diverse, sebbene credo che ci stiamo avvicinando a piccoli passi alla rottura di questo tabù. Il perché a mio parere si compone di vari aspetti: uno di questi sono le credenze errate. Andare da un terapeuta è purtroppo associato alla cura di un disturbo mentale grave: seguire un percorso di questo tipo significa, invece, darsi la possibilità di iniziare un viaggio evolutivo, conoscitivo e terapeutico all’interno di sé per stare meglio e per affrontare la quotidianità e la vita con strumenti a cui non avevamo mai pensato, ma che sono sempre stati lì, a nostra disposizione. Un’altra credenza errata è che andare dallo psicologo sia come confidarsi con un amico. Il professionista ha, infatti, gli strumenti necessari per aiutarci a gestire qualunque genere di situazione problematica stiamo affrontando: problemi con il proprio partner o con la propria famiglia, oppure difficoltà e ansie che magari ostacolano i propri obiettivi o il confronto con gli altri, problemi sul lavoro.

Visita il sito di Unobravo.

 

Leggi anche la precedente intervista della rubrica Tell me why.

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