La parola ad Alessandro Marinella, Brand Ambassador E.Marinella S.R.L.

di Rock'n'safe

L’innovatore fortemente legato alla tradizione, quella tradizione che porta anche il suo nome. Potremmo definire così Alessandro Marinella, napoletano doc e figlio d’arte. In qualità di Brand Ambassador per l’azienda di famiglia E. Marinella, si occupa degli aspetti organizzativi e operativi per i progetti ecosostenibili, esteri e digitali. Le sue parole mature e centrate verso obiettivi ambiziosi vi suoneranno molto interessanti…

 

Tradizione e innovazione: sembra un ossimoro ma è proprio così che potremmo descrivere la sua azienda, E. Marinella, di cui è un giovanissimo brand Ambassador oltre che futuro erede. 

Assolutamente, tradizione e innovazione non sono uno ossimoro ma l’uno è il continuo dell’altro, perché dove non c’è innovazione, la tradizione finisce.

In tutte le grandi storie, durate per tanti anni c’è sempre stata innovazione sulla tradizione, questo è quello che internamente chiamiamo il paradosso del Wall Street Journal. Qualche anno fa incontravamo a New York l’editore del WSJ, che ci raccontò come quando doveva pubblicare sul giornale argomenti di interesse, doveva farlo sia per chi aveva combattuto la prima guerra mondiale sia per chi si stava affacciando al mondo del lavoro.

Per me, questa è sempre stata la sfida che mi sono posto e che cerco di portare avanti quotidianamente, innovare tutto ciò che è molto tradizionale senza mai snaturarlo.

Una tradizione lunga più di 100 anni che si innova, come nel progetto con Orange Fiber. Da un’arancia può davvero nascere una cravatta? 

Da un’arancia può nascere una cravatta e dalla buccia dell’arancia si può ricavare una fibra tessile. Quella con Orange Fiber è stata una collaborazione tutta Italiana che parte dal Sud. Siamo stati i primi a realizzare una cravatta ecosostenibile e grazie a questo prodotto siamo stati scelti dal G20 come esempio di sostenibilità.

L’azienda volge verso questa direzione e la collaborazione con Orange Fiber è solo l’inizio.

Tanti i progetti sociali ai quali siete stati legati nel corso degli anni: tra i più importanti la partnership con la fondazione Veronesi legata alla prevenzione del tumore e, tra le ultime, quella con Citrus. Quanto è importante per voi essere attivi nel sociale?

In ambito sociale abbiamo fatto tantissimi progetti con la Croce Rossa, l’ospedale pediatrico Santobono Pausillipon e la Fondazione Umberto Veronesi (quest’anno al terzo anno consecutivo).

Con CITRUS L’Orto Italiano, giovane eccellenza nel campo dell’ortofrutta, è stato un modo simpatico per sostenere una buona causa. Il fashion veste il food e nello specifico abbiamo “incravattato” il broccolo firmato CITRUS con delle spiritose mini cravatte realizzate in poliart, stampate nelle 4 texture iconiche del Brand e messo in vendita nella GDO. Per ogni broccolo acquistato, parte del ricavato è stato destinato da CITRUS alla ricerca scientifica sulle patologie maschili della Fondazione Umberto Veronesi.

La parola ad Alessandro Marinella

Quali sono i tre ingredienti fondamentali per un’azienda “in salute”?

I tre elementi che una azienda in salute deve avere sono, l’organizzazione, le persone e la capacità di adattarsi. Le generazioni e i tempi cambiano insieme alle esigenze dei consumatori, grazie alla capacità di adattamento, l’organizzazione di nuove strategie e delle persone che sono alle spalle di queste strategie, possiamo rendere sana un’azienda.

Quando intervistiamo manager così giovani, ci piace sapere quello che vedono nel loro futuro. Quali obiettivi avrà raggiunto Alessandro “da grande”?

Il mio obiettivo è quello di rendere ancora di più la E.Marinella un brand internazionale, ovvero un punto di riferimento dell’artigianalità e del Made in Italy nel mondo ma con uno sguardo concreto al mondo ecosostenibile.

La parola ad Alessandro Marinella

 

Leggi anche la scorsa intervista della rubrica Tell me why.

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