La parola a Stefania Slaviero, HSE Specialist Marchon Italia Srl

di Rock'n'safe
Stefania Slaviero

Abbiamo chiesto a Stefania Slaviero, HSE Specialist Marchon Italia Srl di raccontarci in cosa consiste il Safety Flash che hanno inventato in azienda.

stefania slavieroSpesso non è semplice coinvolgere tutti i lavoratori sul tema della sicurezza, ma ci sono aziende che non si sono fermate di fronte ai primi ostacoli e hanno messo in campo soluzioni davvero innovative. È il caso di Marchon, in provincia di Belluno, che ha inventato il Safety Flash. Stefania, ce ne puoi parlare più nel dettaglio?

Certo! Il Safety Flash è una metamorfosi di uno strumento di comunicazione aziendale che era il Safety News, un giornalino che usciva ogni 3 mesi e che era sostanzialmente un comunicazione unilaterale dell’ufficio sicurezza verso il personale, raccontavamo le attività svolte nel trimestre precedente. Nei mesi e negli anni in cui redigevamo questo “Newspaper” ci interrogavamo se davvero la platea era coinvolta, se lo leggeva con interesse. All’inizio del 2021 dalla lettura di The Game, di Baricco, tra i tanti spunti che questo saggio dà, è venuta a galla un’idea: se vuoi entrare nella nuova società fluida devi farlo con strumenti fluidi, strumenti diretti e simili a quelli che le persone ora prediligono: video ed immagini, veloci e accattivanti. Perché questo dovrebbe valere per vendere scarpe da ginnastica e non dovrebbe valere per “vendere” la sicurezza? Quindi ecco nato il Safety Flash!

Come è stato accolto dai lavoratori questo strumento? Ha preso subito piede?

Quella che noi reputiamo la forza di questo strumento è che è fatto dalle persone. Ed in questo c’è stato un disegno preciso sull’evoluzione di chi si è messo in gioco. In primo luogo ci siamo messi in gioco noi: HSE specialist, HSE manager, Medico. La palla è passata poi ai capireparto, tutti nessuno escluso, e l’ultima grande soddisfazione è che l’ultimo Safety Flash lo hanno fatto le persone, un attrezzista, un manutentore, un magazziniere, hanno parlato della sicurezza nelle loro attività, hanno mostrato con fierezza una parte del loro lavoro, pienamente protagonisti con corpo e voce. E poiché vogliamo divertirci, una parte importante del Safety Flash sono i minuti finali, in cui vengono snocciolate una dietro l’altra le gaffes degli attori, le varie prove e le risate che hanno portato al risultato finale. Questa è la parte che io preferisco montare, e dimostra la fatica che sta dietro a pochi minuti di video, i tentativi, il mettersi a nudo esponendosi al giudizio. Questo lo si fa solo se si crede veramente in quello che sta sotto e che dà anima al lavoro.

Cosa è cambiato in azienda da quando avete avviato il Safety Flash?

È solo un semestre che è attivo questo canale di comunicazione e abbiamo già una buona presa di coscienza delle persone, iniziano ad aumentare le domande, sono incuriositi e magari anche provocati da alcune affermazioni e contenuti dei video, ascoltano davvero adesso. Il messaggio è più forte e diretto rispetto ad un pezzo che gli arriva scritto.

Oltre a questa, avete in corso altre iniziative di comunicazione innovativa sulla sicurezza? Vorreste averne?

Sicuramente mi aspetto che, attivata questa nuova serie di sinapsi collettive, arrivi dalle persone stesse l’innovazione, soprattutto credo che le novità che porteranno saranno proprio ciò di cui hanno bisogno, perché a volte ciò che proponiamo dalla nostra posizione collaterale non centra esattamente i loro punti sensibili. Dobbiamo affidarci a loro, ma bisogna prima che loro si fidino di noi.

Da esperta di Safety, qual è il primo consiglio che ti senti di dare a chi vuole comunicare i valori della sicurezza?

Occuparsi di sicurezza in azienda più che un mestiere è una missione. Sulla nostra figura infatti vengono concentrate e personificate le profonde divisioni che animano il fare impresa, che animano l’imprenditore o il top manager: la dicotomia tra l’andare avanti nonostante tutto, facendo finta di non vedere i risultati svantaggiosi del profitto, e l’andare avanti assieme al tutto. Quel tutto che è di una complessità inimmaginabile: l’essere umano, il lavoratore, che è un arcobaleno di competenze tecniche ed emozioni da gestire, le leggi senza le quali non potrebbe esserci una società, ma che contemporaneamente ci lasciano a volte allibiti per quanto siano distanti dalla vera società, il mercato, ciò che l’ambiente esterno si aspetta dalla nostra impresa.
L’HSE manager e l’HSE specialist rappresentano, quindi il catalizzatore di questo dualismo, il medico che deve ricomporre il visconte dimezzato, i vasi sanguigni, gli organi, perché la realtà è sempre colorata, mai bianca o nera.
In virtù di ciò, chi sceglie questo mestiere deve capire piano piano che il suo senso, a volte, di inadeguatezza è ciò che gocciola da una tensione ben più grande, una scissione ben più profonda nell’operare umano.

Un piccolo assaggio di come si presentano i Safety Days di Marchon Italia Srl:

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