E se si potesse unire l’utile al dilettevole?

di Raina Berin
infermiera

Per chi non lo sapesse come prima professione sono un’infermiera che opera nella branca della medicina del lavoro, sono una libera professionista e mi occupo della salute, protezione e prevenzione legati ai rischi sul posto di lavoro.

E cosa c’entra questo con la musica? La musica per molti è un lavoro.

Ci sono artisti, gruppi musicali che spesso senza rendersi conto sono sottoposti a una moltitudine di fattori di rischio.

Basti pensare ai volumi altissimi ai concerti o grandi festival, provocati dalle casse che sono posizionate a una distanza molto ravvicinata all’artista che si esibisce.

Un’altro fattore di rischio può essere il fumo da palco, le luci a volte “accecanti”, e soprattutto lo stile di vita, che assai spesso molti conducono in tour, dove fanno “ore piccole”, dormono veramente poco, il ciclo sonno-veglia è alterato, e anche l’alimentazione è irregolare e non sana.

Un fattore invece minore ma non da sottovalutare è il trucco da scena, in quanto con il tempo può provocare problemi o irritazioni cutanee.

Come sarebbe la loro vita da tour se fossero affiancati da un’infermiera che si prendesse cura di loro e magari fosse presente anche per eventuali problemi di primo soccorso?

Da appassionata di musica rock/metal quando si parla di gruppo musicale mi viene sempre in mente un tour e devo ammettere che sarei molto felice dell’ipotetica creazione di questa nuova figura, l’“infermiera da tour”: è un ruolo che ho sempre ambito di fare, unendo così l’utile al dilettevole.

Come ho menzionato sopra, i musicisti possono essere sottoposti ai rischi citati prima.

I volumi alti possono creare problemi d’udito e un esame strumentale come l’audiometria, fatta ipoteticamente una volta a settimana, secondo me potrebbe prevenire danni permanenti. Una spirometria potrebbe monitorizzare i danni provocati dai fumi scenografici, l’elettrocardiogramma aiuterebbe a tenere sotto controllo l’attività cardiaca in quanto i turni notturni e lo stili di vita la potrebbero alterare.

Un programma alimentare sano ed equilibrato potrebbe contribuire a una performance musicale, basti pensare quanti artisti noti come Alissa White-Gluz, leader degli Arch Enemy, ribadisce più volte in dei video su YouTube il concetto che un’alimentazione sana le dà la giusta carica per affrontare i palchi internazionali. La maggior parte delle volte mi è capitato di osservare band internazionali recarsi nei camerini con buste enormi provenienti da fast food e cibi non molto salutari, senza pensare ai drink alcolici.

Sicuramente molte band note e importanti, come ad esempio i Metallica o gli Iron Maiden, hanno una tipologia di figura che si occupa di questo in tour, e molte volte in band minori è lo stesso manager della band che dopo aver sostenuto un corso di primo soccorso se ne occupa in prima persona.

Molti artisti noti si sono dovuti recare in pronto soccorsi locali e alcune volte non sapevano dove approvvigionarsi dei medicinali di prime necessità, come ad esempio una crema antinfiammatoria, o non sapevano in che farmacia recarsi.

Ritengo che non si finisca mai di imparare nel campo della sicurezza, molte volte due occhi sono meglio che uno, soprattutto se è una figura professionale, in questo caso infermieristica, a prendersi una cura diretta dell’artista.

L’infermiere non svolge solamente mansioni di natura tecnica, di emergenza ma anche relazionale. Penso che molte volte la vita da tour sia stressante e anche il fatto di parlarne con una figura esperta possa essere un beneficio.

Finora in Italia non ci sono sbocchi infermieristici che diano la possibilità di lavorare nel campo dello spettacolo e secondo me è un vero peccato.

È da considerare che ogni persona è diversa ed ha svariate ambizioni, magari certi infermieri preferiscono la corsia, rispetto a viaggiare affiancati a degli artisti.

Detto questo, spero che questa figura venga presa in considerazione da molte band anche non emergenti, che magari un futuro possa essere un lavoro a tutti gli effetti e che possa essere una vera e propria svolta. Non bisogna mai smettere di sognare e di contribuire nel proprio lavoro cercando di unire l’utile al dilettevole.

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