Comunicazione assertiva: cos’è e come svilupparla

di Laura Seidita
La comunicazione è sempre stata un elemento fondamentale per la condivisione di informazioni; pertanto una comunicazione assertiva garantisce, oltre al trasferimento di contenuti, anche un coinvolgimento emozionale

La comunicazione è sempre stata un elemento fondamentale per la condivisione di informazioni; pertanto una comunicazione assertiva garantisce, oltre al trasferimento di contenuti, anche un coinvolgimento emozionale.

Cos’è la comunicazione assertiva?

L’Università del Texas definisce l’assertività come “un’espressione diretta ed onesta dei propri sentimenti e opinioni che non viola i diritti di un’altra persona”.

L’assertività è un costrutto psicologico complesso, incorporato e strettamente collegato alle convinzioni, ai pensieri e alle emozioni dell’essere umano.

Essere assertivi significa pertanto difendere i propri interessi, senza essere eccessivamente ansioso e considerando anche l’altro interlocutore.

Il grado ottimale di assertività varia a seconda della persona, della situazione e delle esperienze passate.

Colui che è privo di assertività rischia di essere pessimista.

In genere i leader più rispettati sono assertivi, ma non aggressivi. Mostrano stabilità, capacità e coerenza nei diversi contesti, anche in situazioni difficili.

I veri leader sono assertivi o reattivi, influenzano gli altri in modo efficace; forniscono informazioni o una risposta in modo chiaro, pongono domande e condividono visioni ed obiettivi con empatia.

Quando conta l’assertività in azienda?

Pensiamo non solo alle posizioni manageriali e di coordinamento, ma anche a ruoli fondamentali come gli addetti alla Salute & Sicurezza oppure a coloro che lavorano nelle Risorse Umane, e più in generale a tutti quei ruoli dove al centro dei processi ci sono le persone!

Per diffondere nelle organizzazioni valori e procedure e per migliorare la qualità della vita in azienda è necessario maturare la giusta dose di assertività, utile a comunicare in maniera efficace i contenuti da condividere.

Ma come possiamo migliorare la nostra assertività?

Ecco alcuni semplici consigli pratici:

  1. Chiarire l’obiettivo. Sapere qual è il concetto che vuoi esprimere è fondamentale per fornire al tuo team e ai clienti un motivo per fidarsi di te.
  2. Comunicare in maniera efficace il tuo pensiero. Sii sintetico e cura la scelta delle parole! Usa quelle che generano emozioni, in modo tale che i concetti rimangano impressi nella mente delle persone.
  3. Saper gestire le proprie emozioni, in particolare essere in grado di diminuire l’aggressività. Essere aggressivi significa solo considerare ciò che vogliamo, quindi migliorare l’assertività permette di prendere in considerazione i bisogni del gruppo (famiglia o team di lavoro che sia).
  4. Conoscere e utilizzare i tuoi punti di forza. Essere consapevoli in cosa eccelliamo, aiuta ad avere maggior fiducia in se stessi e comunicare in maniera persuasiva i concetti e con maggiore sicurezza.

Quindi la mancanza di assertività può danneggiare la propria autostima e di conseguenza il percorso di crescita.

Per diventare assertivi bisogna allenarsi ogni giorno, perché è necessaria prima di tutto la capacità di gestire le proprie emozioni, soprattutto quelle più istintive come la rabbia.

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3 commenti

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3 commenti

Antonella 15 Settembre 2021 - 16:59

Nella mia carriera di accompagnatore turistico ho verificato che l’assertività è fondamentale: i clienti sono affidati ad una persona che deve garantire con le proprie competenze la buona riuscita del viaggio, e, se questo manifesta incertezze o timori, la fiducia viene a mancare. Ovviamente la competenza deve essere reale e non millantata, è sufficiente il minimo imprevisto o la minima emergenza per tradire un professionista non preparato.

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Andrea Franco 15 Settembre 2021 - 17:12

Per un avvocato l’assertività è fondamentale tanto nei confronti dell’assistito, che dei colleghi di controparte che, ovviamente, del giudice.
Aggiungo un pensiero: esiste un interessante protocollo che riguarda il “colore” della voce, che non deve mai essere nero.

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Marco Nero 16 Settembre 2021 - 08:48

Onestamente credo sia un “articolo” pieno di ovvietà

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