Attesa

di Allegra Guardi

La pandemia ci ha abituato alle attese: nel periodo del lockdown siamo stati in attesa nelle interminabili file per entrare nei supermercati, poi siamo stati in attesa che trovassero il vaccino e dopo ancora in attesa che toccasse al nostro anno di nascita per poterlo fare. In queste ultime feste molti di noi hanno impiegato lunghe attese per riuscire a farsi fare il tampone, rapido o molecolare. Per non parlare di chi, negli ultimi due anni, ha vissuto l’attesa della conclusione dello stato di quarantena… Infine c’è, ovviamente, l’attesa che questo pazzo virus sia finalmente archiviato.

Non so se tutte queste attese ci hanno reso più pazienti. In realtà non credo. Certo è strano, in un mondo che va sempre più veloce e dove impera sempre di più la legge del “tutto e subito”, ritrovarsi a dover aspettare per le cose più banali.

Ma se in alcuni casi non possiamo fare altro che attendere, in molte altre situazioni possiamo fare tantissimo. Questo periodo ci ha abituato alle attese. Forse anche troppo. Usciamo dalla staticità, dall’impasse, dall’immobilismo.

Se una situazione non ci piace, facciamo tutto quello che possiamo per cambiarla. E non mi riferisco soltanto al Covid-19. Prima di accusare gli altri, la società, la politica, il destino o il Covid per il nostro malessere, guardiamo a quante cose potremmo fare diversamente per cambiare la nostra strada. Quante cose potremmo fare nonostante gli altri, la società, la politica, il destino o il Covid. O in alcuni casi, proprio grazie a loro…

Chi si occupa di salute e sicurezza è abituato a confrontarsi con le sfide, con un mondo che non è tutto rose, fiori e brezza di fortuna, ma che anzi presenta rischi e tranelli a volte insospettabili. Chi si occupa di salute e sicurezza sa che l’attesa passiva si conclude quasi sempre in un modo: male. Che si tratti di un infortunio o di un caso di burn out, comunque sono lacrime e non sorrisi.

L’attesa è utile solo se il tempo di stallo viene utilizzato per riflettere, per crescere attraverso l’osservazione del momento e di noi stessi. Per ascoltare. Per sviluppare consapevolezza. Per progettare la ripartenza.

Il termine “attesa” in italiano ha due significati: da una parte è sinonimo di “aspettare”, dall’altra ci sono le “attese” nel senso di “aspettative”. Trasformiamo le nostre attese da momenti in cui si aspetta ad aspettative rispetto a qualcosa che stiamo concretamente creando o cambiando.

Nel giorno della Befana il mio augurio è che tutti noi possiamo raggiungere presto la nostra Epifania: quel momento di rivelazione che dipana la nebbia e rende tutto improvvisamente chiaro ai nostri occhi e al nostro cuore, spingendoci all’azione.

Il mondo della salute e della sicurezza aspetta da troppo tempo la sua Epifania. Il momento è adesso, a scapito delle avversità. Godiamo della vita e tuteliamola sempre. 

L’attesa è finita.

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