La parola a Massimiliano Pischedda, RSPP 7Pixel e delle società del Gruppo MutuiOnline S.p.A

di Giorgio Nadali
7pixel

Massimiliano Pischedda

Con più di 3 mila e-shop affiliati e 26 milioni di offerte, 7Pixel si occupa di comparazione prezzi da 20 anni. Progetta e promuove servizi e soluzioni innovative capaci di aiutare e orientare l’utente durante l’esperienza di shopping online.

Nel 2003 lancia Trovaprezzi.it, il motore di ricerca specializzato nella comparazione dei prezzi online; nel 2011 nasce Drezzy.it, il comparatore dedicato al mondo fashion e lifestyle. Nel 2015 l’azienda entra a far parte di Gruppo MutuiOnline, leader nel mercato italiano di comparazione, promozione e intermediazione online di prodotti finanziari e assicurativi; e infine nel 2020 entra a fare parte dell’offerta agli utenti anche QualeScegliere.it, il portale che confronta, testa e recensisce molte tipologie di prodotti.

Grazie alla vasta esperienza nel settore dell’e-commerce e all’elevato numero di visite raccolte ogni giorno, l’azienda ha sviluppato uno strumento di analisi, l’Osservatorio Trovaprezzi.it, che analizza e illustra gli interessi di consumo online per categoria, in base alle ricerche effettuate dagli utenti.  7Pixel ha una sede green completamente immersa nelle campagne pavesi, alle porte di Milano.

 

Quali sono i criteri di sicurezza adottati?

Una struttura complessa come il Gruppo Mutuionline esige una precisa organizzazione per tutti gli aspetti del mondo del lavoro. La sicurezza dei lavoratori, interesse prioritario del Gruppo e materia specifica di cui mi occupo, non è esente dalla necessità di una rigida organizzazione. A differenza di altri campi operativi però, in materia di tutela della salute l’organizzazione deve essere contemporaneamente rigida e dinamica. Rigida perché sono pedissequamente seguiti i principi di legge che regolano l’argomento e dinamica perché la tutela dei lavoratori è uno degli argomenti più trasversali all’interno di un organizzazione.

I criteri adottati sono dunque il rispetto dei diritti e il controllo dei doveri di tutti gli attori della sicurezza, dai Datori di Lavoro ai lavoratori, senza mai perdere d’occhio le continue e differenti necessità del mondo del lavoro e soprattutto senza mai scordarsi di quanto recitano Costituzione e testo unico sulla sicurezza: la salute (dei lavoratori) è interesse fondamentale della collettività e del singolo ed è da intendersi come completo benessere fisico, mentale e sociale.

È per questo che il Servizio di prevenzione e protezione del Gruppo è organizzato per lavorare in totale sinergia con chi si occupa della gestione del personale, in particolare con i team HR, ma anche con chi si occupa della gestione dei servizi generali e IT.

Infine, anche se si opera all’interno di un Gruppo, non bisogna mai cadere nell’errore di non considerare la specifica necessità di una società singola, di una sede operativa, di un gruppo di lavoratori. Ogni singola parte di una società, intesa nel senso letterale del termine, merita attenzione. La presenza e la partecipazione diventa criterio fondamentale quanto l’applicazione delle norme.

 

Quali sfide incontra come RSPP?

Sarebbe semplice parlare delle difficoltà legate alle necessità professionali dovute ai continui aggiornamenti o ai problemi legati alla gestione dell’enorme mole documentale o quant’altro di strettamente legato ai meri adempimenti formali.

A mio parere la sfida più grande che il RSPP incontra è far si che il suo ruolo venga riconosciuto. Il RSPP deve ambire a diventare parte integrante del tessuto della società per cui opera e per farlo deve provare a essere un punto di riferimento per tutti, conquistare la fiducia di tutti. Sembra una banalità ma provate a chiedere ad un lavoratore di una qualsiasi società chi è il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione…

Racconto come un mantra che la sicurezza sul lavoro non ha colori, non è destrorsa o mancina, è interesse di tutti. Per raggiungere l’obbiettivo ci vuole passione e abnegazione: tornando alla domanda iniziale, le sfide non finiscono mai!

 

Come valuta l’attuale situazione italiana?

Ancora grave, ma sono fiducioso. La pandemia ci ha distratto perché l’attenzione alla sicurezza, per due anni, si è spostata sull’adozione delle misure di prevenzione e protezione per il contenimento della diffusione del Covid. È successo così che mascherine e green pass siano diventati simboli anche della tutela dei lavoratori, quasi facendoci dimenticare che esistano altri problemi.

Purtroppo non è così: giornalmente, una tragedia ci riporta alla realtà. Guardo sempre i dati sugli infortuni sul lavoro che assomigliano a un bollettino di guerra e parlano chiaro. Alla data dello scorso 31 dicembre, gli infortuni denunciati nel 2022 sono stati circa 700.000, in aumento del 26% rispetto al 2021. È vero che i numeri sono contaminati dal COVID19 ma restano sempre alti.

 

Che fare dunque?

In primis consolidare la struttura della sicurezza sul lavoro investendo risorse nel sistema dei controlli esterni, da migliorare in numero e qualità. Ma soprattutto occorre non arrendersi, non spezzare il percorso culturale intrapreso che ci deve portare, attraverso coscienza e conoscenza alla consapevolezza.

Consapevolezza dei ruoli e delle regole, delle responsabilità e dei doveri. La traccia normativa esiste, le regole e i principi anche. Per spezzare questa catena serve la volontà e il lavoro congiunto di tutti gli attori: stato, imprenditori e lavoratori.

Manca ancora molto, ma l’obiettivo è di quelli per cui non è permesso rallentare. Ripeto, sono fiducioso.

 

Quali norme vengono maggiormente rispettate e su quali deve insistere per farle rispettare dai lavoratori?

Dire che la nostra attività non comporta rischi particolari sarebbe un autogol. I rischi infortunistici legati agli ambienti di lavoro, il rischio d’incendio ed elettrico, i rischi trasversali dovuti all’organizzazione del lavoro o quelli legati alla gestazione e puerperio, giusto per citarne qualcuno, non vengono trattati in maniera diversa da quello più impattante legato all’utilizzo dei Videoterminali.

Nel nostro caso però c’è un aspetto generale che ritengo abbia assunto nel tempo importanza vitale ovvero quello della formazione e della continua informazione. Il Gruppo Mutuionline ha recepito immediatamente la disciplina della formazione di cui al testo unico e da sempre, attraverso attività continua, forma in maniera molto specifica tutti i lavoratori in materia. Ciò perché la consapevolezza dei rischi, e il conseguente rispetto delle misure adottate, è l’obbiettivo che ciascuno degli attori deve raggiungere quanto prima e mantenere nel tempo.

 

 

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