La parola a Alessandro Castelli, Direttore risorse umane, comunicazione, assetto organizzativo e facilities in Crédit Agricole Vita S.p.A. e Crédit Agricole Assicurazioni S.p.A

di Rock'n'safe
alessandro castelli

Abbiamo chiesto a Alessandro Castelli come Crédit Agricole abbia gestito l’impatto della pandemia di Covid-19.

Le Compagnie Crédit Agricole Vita e Crédit Agricole Assicurazioni hanno dimostrato la massima attenzione nei confronti del benessere dei propri collaboratori sin dai primi momenti della pandemia. Come si è concretizzata in azioni questa attenzione?

alessandro castelliL’azione delle Compagnie si è concretizzata nella velocità di risposta, nell’immediata attenzione, non solo alla continuità del business, ma soprattutto alla massima sicurezza e incolumità di tutte le persone che lavorano nel nostro gruppo. Noi siamo riusciti, pur mantenendo condizioni di lavoro sicure ed evitando che si verificassero contagi in azienda, a consentire il rientro in sede nel momento in cui le disposizioni sanitarie emanate dal governo lo hanno permesso.
Il nostro impegno per garantire il rientro in sede è stato massimo, ed è stato fatto tenendo bene a mente le misure necessarie per evitare il contagio da Covid-19. Per tale motivo, è sempre stato rivolto a tutti l’invito a mantenere alta la guardia, indossando dispositivi di protezione delle vie aree, forniti dell’azienda, e praticando il distanziamento sociale. Inoltre, abbiamo garantito la possibilità ai nostri collaboratori di effettuare tamponi rapidi periodicamente in maniera assolutamente gratuita. Tutte queste misure sono state accompagnate da una sanificazione degli spazi completa e periodica, per assicurare la pulizia e la sicurezza.

alessandro castelli
Facendo un passo indietro, vorrei anche sottolineare che dallo scoppio della diffusione del contagio da Covid-19, la nostra azienda si è impegnata a redigere un piano di emergenza straordinaria e per organizzare la gestione di tutti i nostri collaboratori. È stato creato un “Comitato anti-contagio da Covid-19” per l’individuazione, l’applicazione e la verifica delle misure di contenimento. È chiaro che il nostro obiettivo non era solo quello di permettere a tutti di continuare a lavorare da casa, fornendo a ognuno una dotazione informatica mobile, ma soprattutto riuscire ad essere “più vicini” dal punto di vista umano. Per fare questo, come Direttore HR e Comunicazione ho cercato di rafforzare la comunicazione interna, e ho investito fortemente sull’informazione, che ovviamente è stata incrementale e migliorativa.
Non meno importante per garantire il benessere di tutti i nostri collaboratori, abbiamo previsto una formazione continuativa sulle misure di prevenzione adottate dall’azienda e sulle norme comportamentali da adottare dentro e fuori l’azienda.
In ultimo, Crédit Agricole Vita ha esteso la polizza sanitaria con copertura Covid-19 non solo a tutti i dipendenti, ma anche ai loro familiari.

Come si crea un team manageriale che abbia come minimo comun denominatore l’attenzione verso la persona?

Sembrerà una risposta banale, ma per creare team di questo tipo, è per prima cosa necessario “costruire il team”. Costruire un team implica un lavoro costante, creando una fiducia reciproca tra i suoi membri e delineando sempre obiettivi comuni.
Affinché poi il team abbia come minimo comune denominatore la persona, penso ci siano tre rules fondamentali: mettere al centro i bisogni e necessità delle persone, dedicare tempo a ognuno e dare feedback collaborativi e continuativi. Questa ultima regola è ancora più importante in questa nuova gestione del lavoro, che prevede – al di là della pandemia ma sicuramente anche in futuro – una gestione delle persone e dei team da remoto. In sostanza, penso sia essenziale mettere in luce all’interno del team i talenti, i punti di forza e di debolezza di ognuno, ogni giorno.
In conclusione, mettendo come minimo comun denominatore la persona al centro di ogni team, questo permette di creare a sua volta una cultura aziendale in cui tutte le persone sono al centro dei lavori.

Qual è l’ingrediente segreto per far sentire speciali i tuoi collaboratori?

Parliamo di segreto, ma io spero che i miei collaboratori lo sappiano bene. La caratteristica che penso contraddistingua la gestione del mio team è quella della responsabilizzazione e dell’empowerment delle persone con cui lavoro. Ci dobbiamo muovere verso un’organizzazione aziendale sempre più agile, resiliente e non appesantita dalla burocrazia. Inoltre io abbraccio questo nuovo concetto di leadership, dove ognuno conta per il lavoro che svolge, a prescindere dal ruolo e dalla sua seniority. Infatti, si parla tanto di sostenibilità ma bisogna anche “walk the talk”, bisogna agire in modo sostenibile; un leader deve alimentare la crescita del proprio team, non opprimerlo, deve impegnarsi a farlo sbocciare.

Quanto conta per la vostra Organizzazione l’ambiente di lavoro e come opera in tal senso?

L’ambiente di lavoro ha subito forti variazioni ed evoluzioni in questo ultimo anno durante il quale, per i fatti ormai noti, sono cambiate le nostre abitudini e le nostre modalità di organizzazione del lavoro. Queste ultime hanno visto un alternarsi di situazioni di lavoro al 100% da casa, con altre in presenza in sede, sebbene con modalità diverse rispetto al passato.
In generale, ma ancor più nella situazione di emergenza e in quella attuale, così volatile e dipendente anche dall’andamento delle restrizioni governative, è stato cruciale creare un ambiente di lavoro sicuro e sereno che permettesse lo svolgimento di tutte le attività da remoto o dalla sede centrale. Questa rivoluzione legata alle Nuove Tecnologie, che è stata imposta da questa imprevedibile pandemia, ci ha spinto sempre più in ottica digitale, oltre a quelle che avrebbero potuto essere le nostre aspettative e in tempi più ristretti rispetto a quelli che una condizione di normalità avrebbe dettato.
Tuttavia, non ci fermeremo qui perché la digital culture va oltre l’aspetto tecnologico legato all’ambiente di lavoro, è una vera e propria forma mentis. Ad oggi, non si parla più di “new normal” ma di “never normal”, e stiamo lavorando tutti in quella direzione.

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