Francesca Bufalini (Twenty Fitness Club): “Un centro completamente innovativo, esclusivo, che superi il lavoro e concetto di palestra tradizionale”

di Lorenzo Somigli
francesca bufalini

francesca bufalini

È una forza della natura Francesca Bufalini, titolare del Twenty Fitness Club di Pisa, una capitana d’impresa, ma che, insieme alla sua indubbia energia che trasmette a dipendenti e fruitori, ha saputo coltivare l’alta professionalità, figlia di percorsi di studi e del costante aggiornamento. Visto il suo grande impegno per il settore, uno dei più colpiti dalla pandemia e dalle restrizioni e con un futuro non ancora chiaro, ha ricevuto una nomina: è lei la referente provinciale di Pisa di Confsafit, una nuova realtà nata per dar voce agli imprenditori del settore fitness. Un impegno che sicuramente, come suo solito, interpreterà al massimo. Francesca ha una lunga esperienza del settore del fitness e ha concesso a ROCK’N’SAFE una serie di riflessioni.

Come sei entrata in contatto con questo mondo? Da dove nasce la tua passione? “Mi sono affacciata al settore fitness a quindici anni, in modo traumatico, quando mi sono rialzata dopo un grave incidente. Fu terribile: mentre stavo attraversando la strada venni falciata sulle strisce, da un tizio che si è scoperto essere pure recidivo (a proposito di sicurezza!). Mi ha salvato la vita lo zaino con i libri che in parte hanno attutito l’impatto ma i danni che mi procurò, alle gambe e alle ginocchia soprattutto, furono enormi e dovetti affrontare un lungo percorso riabilitativo. Fui curata dal Professor Aglietti, un luminare dell’Ortopedia. Nella stanza accanto, lo ricordo sempre con piacere, avevo Giancarlo Antognoni, che con il ginocchio ha sempre battagliato. Le cicatrici di quell’intervento le ho ancora, mi ricordano un momento, comunque, determinante della mia vita, perciò ci ho tatuato sopra Wonder Woman. Nella gravità quello è stato il primo contatto con il settore fitness: iniziai a lavorare sul corpo, a fare riabilitazione e fisioterapia, ad approcciarmi alla palestra”.

Da questo trauma come siamo arrivati al sogno imprenditoriale? “Dopo quella esperienza inizio ad allenarmi con continuità. Mentre studiavo Legge andai in America ed entrai in contatto con le realtà più avanzate del fitness. Ricordo ancora come fosse oggi quando entrai in una palestra Gold Gym, a Miami, fu cinema puro: si andava da chi in sovrappeso sudava sui macchinari con il bibitone in mano ai “fisicati” alla Baywatch. Da lì ho iniziato con le prime certificazioni e brevetti. Una volta completati gli studi entro in banca ma dedico ogni sera alla palestra. L’inizio del nuovo millennio segna il mio ingresso definitivo nel settore. Insegno in diverse palestre di Livorno e poi di Pisa. Dopo aver messo su famiglia decido, nel 2016, di dedicarmi completamente a questo mondo. Mi dimetto dalla banca e inizio a gareggiare nella IFBB, la Serie A del culturismo. Quindi entro in contatto con il prof. Rudy Panatta, uno dei massimi esponenti del settore, con cui collaboro per diversi mesi: lo ricordo sempre con estremo piacere perché, al di là della professionalità, è un vero benefattore. Dall’esperienza con Panatta Sport nasce il mio sogno d’impresa. Insieme a mio marito, che è architetto, progettiamo un centro completamente innovativo, esclusivo, che superi il lavoro e concetto di palestra tradizionale, per aprire nuovi orizzonti al ruolo riabilitativo della tecnologia, al fine di sancire il binomio Sport e Salute”.

Oltre gli standard elevati nel tuo centro si respira un clima di vera squadra. “Ho quattro dipendenti (Martina, Elisa, Andrea F. e Andrea P.), a tutti gli effetti siamo una microimpresa ma ogni dipendente è valorizzato e si sente parte di un progetto in crescita e in espansione, che piace anche fuori dal nostro territorio. Ai miei dipendenti chiedo molto, sotto vari profili. Ho investito anche nella dizione, nella logopedia e nella corretta pronuncia perché non volevo più sentire i dialetti locali, volevo una forma corretta e altamente presentabile. Ovviamente pretendo ma do loro molto sotto il profilo economico: regolare assunzione da CCNL, contributi, ferie, straordinari, cassa integrazione, mutua, permessi. Sono felice della squadra che si è creata perché le loro competenze e attitudini ben si integrano tra loro”.

Siamo partiti da te che, per assenza di sicurezza vieni investita, quanto è importante nel tuo lavoro? “Parto dicendo che abbiamo sempre avuto la premura di coprire dal punto di vista assicurativo l’attività e lo dico perché nel nostro settore ci sono ancora molti che non lo fanno. Twenty ha fatto una scelta, che nasce dalla volontà di lavorare individualmente con il cliente, ma che sfocia nella sicurezza: ogni attività viene seguita, monitorata, adattata. L’operatore tecnologico specializzato, che, ribadisco, dev’essere costantemente formato e aggiornato, accompagna il cliente e interagisce con lui. A maggior ragione perché abbiamo delle tecnologie che richiedono la costante presenza di suddetto operatore. Per quanto riguarda l’emergenza sanitaria, data la nostra specificità, siamo da sempre per un lavoro di qualità e basato su piccoli numeri: gli assembramenti nel mio centro non esistono, ogni cliente ha uno spogliatoio personale, ogni cliente viene dotato di abbigliamento tecnico, asciugamani, scarpe personali per accedere e approcciare i trattamenti nel centro”.

In questi mesi difficili della pandemia ex Covid-19 Francesca ha incessantemente cercato di trovare soluzioni di fronte alla inesistente tutela del settore sportivo. Il comparto sportivo è stato inizialmente parificato a quello dell’intrattenimento (Cinema, Teatri etc) per poi essere ignorato e blindato per ben sette mesi. In questi mesi dopo lo sconforto iniziale, si è data da fare facendo sentire la sua voce in interviste televisive e social, facendosi portavoce dell’intero settore fitness cittadino pur non essendone interamente coinvolta, (ricordiamo che Twenty Fitness Club non è una palestra convenzionalmente intesa, bensì uno studio personal con tecnologie para medicali esclusive). Francesca ha scelto altresì di impegnarsi in un percorso formativo al termine del quale ha ottenuto la qualifica ed il diploma di Coach (life, business e sport) iscritto all’albo AICP (Associazione Italiana Coach Professionisti). Inoltre, ha studiato strategie per la ripartenza, curando ogni singolo aspetto della vendita, promozione e fidelizzazione della clientela, sviscerando la analisi dei bisogni del cliente e formando il suo staff dal punto di vista commerciale.

Francesca, da quanto ci hai raccontato e da quello che abbiamo avuto modo di vedere, hai creato qualcosa che non c’era. Lorenzo ti devo confessare che ho cercato di valorizzare ancora di più la natura unica ed esclusiva del mio centro cercando di esaltare le profonde differenze con un centro fitness tradizionale e soprattutto toccando i molteplici aspetti che vengono a fondare il Format rispetto ad una usuale palestra: il cliente è sempre e costantemente monitorato personalmente, motivato psicologicamente ed assistito fisicamente. Ti basti considerare che dal prossimo settembre come Coach, inserirò percorsi di remise en forme “mentale” accanto a quelli tradizionali fisici. Ho voluto avvalorare (con la presenza dei miei due dipendenti laureati in scienze motorie e chinesiologi, uno dei due laureando in fisioterapia) l’aspetto para medicale delle mie tecnologie, soprattutto dell’EMS TRAINING e della CRIOSAUNA. Inoltre, ho stretto convenzioni e collaborazioni importanti e fondamentali con due studi fisioterapici della Provincia, per consacrare il nesso indissolubile tra Sport, Salute e Prevenzione. Il Veneto è stata la prima Regione a creare Le Palestre della Salute nel 2015. Ebbene il mio sogno è realizzare questo in Toscana, a Pisa, con Twenty Fitness Club!  Voglio che sia palese che in Twenty non si respira fitness, bensì si entra a far parte di un mondo esclusivo, preventivo e benefico del quale poi non si potrà più fare a meno”.

www.twentysrl.com

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Intervista Francesca Bufalini Rock'N'Safe: Twenty Fitness Club Pisa 30 Luglio 2021 - 10:49

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