Non sono stato io

di Stefano Pancari
non sono stato io

Buongiorno sono il Sig. Alfa,

da oltre dieci anni conduco l’Azienda dopo averla presa in eredità da mio padre e prima ancora da mio nonno. La nostra famiglia è orgogliosa della nostra Azienda che ha dato lavoro a tante persone dei paesi qui nei paraggi. Abbiamo vissuto anni d’oro anche se oggi la concorrenza si è fatta sentire e non è più come un tempo. Bada bene caro mio lettore, togliti dalla mente che l’imprenditore sia quello che va in giro con il SUV e programma le vacanze d’inverno alle Maldive. Ci sono persone come me che si sbattono e si battono per tenere in piedi l’Azienda perché il solo pensiero di mandare a casa anche solo uno dei nostri dipendenti ci fa venire i brividi. Sono tempi duri, soprattutto dopo il virus. Siamo stati chiusi per il lockdown ed ho anticipato la cassa integrazione che lo Stato aveva tanto promesso, ma che ha tardato a dare. Persone come Carlo o Carmela a stento riescono a pagare l’affitto e loro sono come la mia famiglia, ho voluto dargli una mano.

Quando abbiamo riaperto ho sperato di riprendere il terreno perduto, ma non è stato semplice. Tamponi, mascherine, sanificazioni, una spesa dopo l’altra. Avevano detto che ci avrebbero aiutato, ma li hai visti quei soldi te? Quei 25000 euro che lo Stato ci ha dato ci sono serviti per coprire parte dei debiti. Ho chiesto altri finanziamenti, ma si sa le banche se la prendono comoda perché tanto non son mica loro a dover pagare gli stipendi, l’affitto, le utenze. Stiamo chiudendo in rosso ogni mese, ma vai tranquillo che riuscirò a portare fuori l’azienda da questa palude. Da qualche mese gli ordini sono ripresi a salire.

Adesso c’è da galoppare, questo ho detto a tutti i miei dipendenti, se vogliamo tenerci stretto il posto di lavoro. Il consulente per la sicurezza mi ha detto che è scaduta la formazione di alcuni lavoratori, che quello switch elettromagnetico deve essere ripristinato e fino a quel giorno devo mettere in fermo la macchina. La fa facile, ma se vuole che mi rimetta in pari anche con le sue fatture dobbiamo aumentare il ritmo di produzione. Anche il nostro Cliente ci ha dato delle scadenze stringenti e, se non voglio che passi alla concorrenza, devo darmi una mossa. Tutti bravi a riempirsi la bocca di parole, ma qui siamo sul lastrico. A parte qualche graffio nessuno è mai morto qui, non siamo né su una funivia né nella ditta di Luana.

Cosa gli vogliamo dire al Sig. Alfa?

La sicurezza è imprescindibile nella conduzione di un’Azienda, sacrosanta verità, ma in che modo attecchiremo con queste parole su persone che non prendono nemmeno in considerazione che potrebbe essere un loro problema?

Questo tipo di affermazioni sono condivise nel linguaggio di chi la sicurezza la mastica tutti i giorni. Al contrario, per certi tipi di imprenditori, hanno l’effetto di una folata di vento di qualche secondo. Una unica soluzione non c’è, ma un tentativo va fatto. Il Sistema Paese dovrebbe prevedere un programma di sviluppo della cultura della prevenzione tangibile.

Facile parlare di formazione, ma che formazione stiamo dando alle Aziende? Il sistema che seleziona i soggetti che formano sulla sicurezza dovrebbe essere più strutturato e stringente, per buona pace di Regioni e Associazioni che fin troppe volte trattano la formazione come prodotto da banco del mercato. Il loro bollino non è sempre sinonimo di qualità e serietà. Cosa più importante di tutte è che, signori come Alfa, tutti gli imprenditori dovrebbero frequentare obbligatoriamente percorsi formativi sulla cultura della sicurezza solo per il fatto che sono a capo di un’Azienda.

Ulteriore aspetto, non me ne vogliano i buonisti, è la certezza della pena. Viviamo in un Sistema Paese dove la sicurezza sul lavoro diventa un ring in cui a vincere non è la giustizia, ma chi ha l’avvocato migliore. Se a tutto ciò aggiungessimo sistemi premianti per le Aziende che si prodigano per aumentare gli standard di sicurezza, forse in qualche anno qualcosa di positivo otterremmo.

Ci sono di già? Fatelo voi il click day. Si può affidare la salute e la sicurezza sul lavoro ad una sorta di lotteria?

 

 

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