La parola a Alessandro Nanni, trainer di Play Sicurezza e titolare di Soluzioni Srl

di Rock'n'safe
alessandro nanni

Abbiamo chiesto a Alessandro Nanni, trainer di Play Sicurezza e titolare di Soluzioni Srl, di raccontarci il Contest che hanno ideato.

alessandro nanniTi va di raccontarci chi è Alessandro Nanni?

Questa è una domanda facile! Oltre ad essere un formatore e consulente sulla sicurezza, sono padre di 3 bambini: Camilla, Riccardo ed Edoardo, 12, 9 e 4 anni. Sono allenatore di Basket, anche se attualmente non alleno, perché sono impegnato con i miei figli e con il lavoro. Quindi ho interrotto momentaneamente, altrimenti stavo più con i figli degli altri che con i miei! Sono ambassador di Italia Loves Sicurezza, insieme a Stefano Pancari abbiamo iniziato tra i primi, convinti che le idee (come ha detto bene Stefano nel suo post di LinkedIn) vadano condivise, perché giochiamo tutti nella stessa squadra che è quello del lavoro per migliorare la sicurezza e i dati degli infortuni, con il desiderio di mettere a sistema le proprie idee.

Come quelli che fanno questo lavoro come attività imprenditoriale, alcune cose servono anche al nostro business. Altre si possono diffondere con grande piacere diffondere e mettere al servizio di tutti.

Raccontaci di Play Sicurezza.

Ho ideato Play Sicurezza come primo metodo di formazione divertente ed efficace in materia di lavoro. Dalle varie esperienze che ho avuto è stato evidente che se la sicurezza non cambia la modalità di coinvolgimento delle persone, non arriverà a raggiungere i risultati.

Play Sicurezza ha tanti pilastri, i più importanti sono quelli del gioco e della comunicazione efficace. Abbiamo migliorato il metodo e negli ultimi 5 anni abbiamo avuto un ottimo riscontro nel nostro territorio delle Marche. Le aziende più grandi e strutturate hanno apprezzato un metodo che non rilascia semplicemente un attestato, ma ottiene il risultato di far riflettere e pensare le persone, cercando di far cambiare i comportamenti.

Arriviamo quindi al vostro interessante Contest…

La sua genesi parte dalle esperienze col teatro fatte anche con Italia Loves Sicurezza. Abbiamo fatto il Safety Mille ad Ancona e abbiamo visto la forza della comunicazione teatrale. L’idea di fondo si è evoluta e siamo entrati in contatto con il Consorzio Marche Spettacolo, ideatori del programma B.Art (Business/Art) che mette insieme l’attività industriale con quella artistica. Questi interessanti progetti tuttavia non stavano ricevendo il giusto apprezzamento: anche se finanziati dalla Comunità Europea, non c’erano imprenditori che accettavo queste proposte per comunicare con l’arte dentro le aziende qualsiasi tema, anche quello della sicurezza.

Sapendo della nostra attività siamo stati contattati da Marche Spettacolo e abbiamo subito fatto nostro uno di questi progetti e altri due li abbiamo veicolati a dei nostri clienti, per usare l’arte per comunicare la sicurezza.

Ecco che quindi è nato il contest, con un premio di 1000€ al miglior testo teatrale di massimo 4 cartelle, una durata di circa 15 minuti. L’idea è quella di mettere in scena i più belli, in modo da registrarli e avere dei video da mostrare in aula o in azienda, per comunicare la sicurezza.

Farlo da soli non è così semplice, quindi è nata la collaborazione con l’associazione Giovani Teatro Pirata, che fa la direzione artistica del progetto, scegliendo i testi migliori. Gli stessi attori reciteranno anche i vari lavori!

 

Quando è partito il progetto?

Il 12 luglio è uscito il contest in maniera formale, c’è tempo sino al 12 di agosto per consegnare i vari testi, che saranno valutati e in seguito verrà proclamato il vincitore. Non c’è preclusione: non bisogna essere per forza artisti teatrali, si può venire dal mondo della Safety,

L’idea di mettere in palio un premio è quello di diffondere l’idea che il sistema teatrale possa essere messo a servizio di un tema come la sicurezza. Con un contest può venire voglia di inserirsi in questo contesto, magari anche motivati dal premio! Se altri facessero altri contest sarebbe tutto di guadagnato, non penseremmo certo che ci hanno rubato l’idea!

Qui il link al bando di concorso.

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