La parola a Vito Schiavone, HSE Agenzia Spaziale Italiana e Ambassador di Italia Loves Sicurezza

di Rock'n'safe
vito schiavone

Abbiamo chiesto a Vito Schiavone, HSE Manager dell’Agenzia Spaziale Italiana e Ambassador di Italia Loves Sicurezza, di parlarci dell’appuntamento annuale dell’ASI sulla salute e la sicurezza.

Come nasce il progetto Uno Spazio tra Salute e Sicurezza e qual è stata la sua evoluzione nel tempo?

vito schiavone

UNO SPAZIO TRA SALUTE E SICUREZZA nasce nel 2016 quando, d’intesa con il Direttore Generale dell’Agenzia Spaziale Italiana, raccolsi la sfida lanciata dal nascente movimento ITALIA LOVES SICUREZZA e consistente nel realizzare, in occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza, che ogni anno si celebra il 28 aprile, un evento non convenzionale gratuito sui temi della salute e della sicurezza.

In quel periodo, in qualità di RSPP dell’ASI, ero alla ricerca di occasioni che mi portassero fuori dall’ambito stretto della compliance in tema di salute e sicurezza aziendale: era diverso tempo che ne avevo abbastanza di trattare questi argomenti in maniera standard tra l’indifferenza e l’insofferenza generale.

Avevo bisogno di un escamotage per “ingaggiare” i colleghi e l’idea di realizzare un “evento” in questo ambito, che li trascinasse fuori dai loro uffici per seguirmi all’interno di un auditorium a sentir parlare di salute e sicurezza, mi esaltò.

Da allora, UNO SPAZIO TRA SALUTE E SICUREZZA è il titolo dell’evento che ogni anno, in occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza, ASI organizza coinvolgendo tanti professionisti della comunicazione e raggiungendo un pubblico sempre più ampio.

I primi tre eventi (2016, 2017 e 2018) furono interamente dedicati ai dipendenti ASI e ai loro amici e parenti, su inviti e passaparola: trattarono argomenti quali la salute e la sicurezza a 360° (non solo sul posto di lavoro, ma anche a casa o per strada), la mindfulness, la gestione dello stress, l’autorilassamento, la disostruzione delle vie respiratorie e le tecniche di rianimazione.

A partire dal 2019 ci siamo rivolti agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, riuscendo a coinvolgere in media 300 studenti l’anno, con una modalità di narrazione varia, che ha visto in campo video, cortometraggi della Fondazione LHS, spettacoli teatrali della compagnia ROSSOLEVANTE e concerti live della rock band italiana S.O.S. Save Our Souls di Marco “Bruco” Ferri.

vito schiavone

L’edizione di quest’anno è rivolta principalmente ai giovani e sappiamo che sono iscritti già oltre 2000 da tutta Italia. Ti aspettavi questa attenzione ai temi della salute e della sicurezza?

Lo scoppio della pandemia ci ha costretti a rivedere la modalità di realizzazione dell’evento: sarà un’edizione interamente on line e ad oggi abbiamo superato i 4000 iscritti: se penso al primo evento in cui abbiamo avuto circa 150 adesioni… mi gira un po’ la testa! Speravo in un buon riscontro, ma non mi aspettavo nel dettaglio tanto successo di interesse.

Francamente quando abbiamo iniziato nel 2016 non potevo immaginare la grande attenzione e, soprattutto, il tanto entusiasmo che è invece arrivato. Rivolgersi ai giovani è stata una scelta del tutto azzeccata e questo è dimostrato non tanto dal numero di iscritti, quanto dai numerosi contributi video che i ragazzi hanno realizzato sul tema centrale di questa edizione, partecipando ad un contest che vedrà i migliori lavori presentati nel corso dell’evento.

I numerosi complimenti che stiamo ricevendo dai Dirigenti Scolastici completano il quadro e, a tal proposito, approfitto per ringraziare pubblicamente il Ministero dell’Istruzione che ha dato un grosso contributo alla promozione dell’evento tra le scuole, attraverso una capillare diffusione informativa.

vito schiavone

 

Quale sarà il leitmotiv dell’evento?

Il progetto proposto verte sull’analisi delle risorse e delle strategie che ci hanno aiutato a mantenere il benessere psico-fisico (nostro e delle persone intorno a noi) durante le esperienze di isolamento o di limitazione delle nostre libertà ed abitudini che hanno e stanno caratterizzando questo periodo di pandemia COVID-19.

Nel corso dell’evento confronteremo le diverse esperienze maturate grazie alla partecipazione di professionisti della comunicazione su salute e sicurezza, professionisti dello Spazio e soprattutto dei ragazzi che hanno aderito all’iniziativa.

Edizione quindi ricca di testimonianze, tra le quali vorrei citare quella eccezionale del pilota collaudatore, imprenditore e soprattutto astronauta Maurizio Cheli, che nel 1996 fu protagonista della missione spaziale STS-75 a bordo dello Space Shuttle Columbia.

Il tutto sarà accompagnato musicalmente dagli S.O.S. Save Our Souls che si esibiranno in diretta live, proponendo – tra gli altri – il brano ANCORA VIVERE, che tratta il tema della sicurezza stradale.

E poi per tutti i lettori di ROCK’N’SAFE ci sarà anche una bella sorpresa…

Qual è lo scopo di un evento di questo tipo?

Lo scopo è quello di accendere i riflettori su questi argomenti (salute e sicurezza), che solitamente sono considerati fastidiosi, noiosi o pesanti, a volte addirittura malauguranti e comunque esclusivo interesse degli addetti ai lavori. UNO SPAZIO TRA SALUTE E SICUREZZA cerca di raggiungere un pubblico sempre più ampio, ingaggiandolo con modalità comunicative non convenzionali, senza limitarsi a citare sterilmente statistiche di infortuni ed incidenti mortali come spesso i mass-media fanno per poi dimenticare tutto il giorno dopo.

L’obiettivo cui tendiamo – in pieno spirito ITALIA LOVES SICUREZZA – è quello di far capire quanto sia importante interiorizzare i concetti di salute e sicurezza, quanto sia decisivo viverli come valori intrinseci e non come obblighi di legge, affinché si possa abitare un mondo più sano e più sicuro non solo al presente per noi, ma soprattutto per le generazioni future.

UNO SPAZIO TRA SALUTE E SICUREZZA vuole contribuire a modificare la cultura su salute e sicurezza, cultura intesa come il modo di comportarsi a casa, al lavoro, per strada, ovunque nella nostra vita: così facendo fornisce un ulteriore contributo al “bilancio sociale” dell’Agenzia Spaziale Italiana.

Un’ultima domanda. Qual è il messaggio che dallo spazio Vito Schiavone fa arrivare alle generazioni che rappresentano il futuro?

A partire dalla conquista dello Spazio (erano gli anni ’60) ad oggi tante missioni si sono susseguite, gran parte di esse con enorme successo, riportando grandi vantaggi per l’intera umanità: eppure non bisogna mai dimenticare che lo Spazio è pur sempre un luogo intrinsecamente pericoloso. Per citare Luca Parmitano (2013), “lo Spazio non è ancora una colonia, bensì una frontiera da esplorare sempre con la massima attenzione e prudenza”. Questo è il messaggio che voglio condividere con i lettori di ROCK’N’SAFE: viviamo la nostra vita sempre con lo spirito degli esploratori e quindi con immutato entusiasmo, curiosità, passione ma anche con tanta cautela!

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