La parola a Francesca Santagata, Responsabile Sicurezza e RSPP

di Rock'n'safe

Francesca-SantagataFrancesca, lei ha lavorato in impianti chimici, impianti idrici, nell’ambito dell’igiene del suolo… è stato impegnativo adattare il proprio compito di responsabile della sicurezza a realtà così diverse? Cosa cambia e cosa invece non cambia mai?

Direi molto interessante più che impegnativo.
Il percorso fatto mi ha portata dal lavorare sugli impianti al lavorare principalmente sui comportamenti delle persone. Potrebbe in teoria sembrare più complicato analizzare lo stato di fatto e perfezionare la sicurezza di impianti chimici ma in realtà è di gran lunga molto più impegnativo coinvolgere centinaia o anche migliaia di lavoratori verso un approccio alla cultura della sicurezza consapevole, cambiandone la visione e di conseguenza comportamenti talvolta ben radicati.
Ciò che invece non cambia mai è la necessità, direi obbligo, di analizzare gli input nel dettaglio con competenza e spirito critico indispensabile per individuare azioni di correzione e/o miglioramenti che siano realmente efficaci per la sicurezza.

Hai mai dovuto affrontare l’infortunio grave di un collega?

Purtroppo sì. In una delle mie precedenti esperienze c’è stato un grave infortunio che avrebbe potuto avere anche un epilogo più drammatico. Quando si verifica un infortunio è ormai troppo tardi per tutto, nulla può essere fatto per rimediare. L’infortunio rappresenta una sconfitta per tutti: per il lavoratore, per la sua famiglia, per l’Azienda, la società e ovviamente per me in quanto responsabile della sicurezza. Quanto accaduto mi ha confermato l’importanza della consapevolezza dei temi di salute e sicurezza da parte di tutta l’organizzazione aziendale.

Nel nostro scambio di e-mail ha parlato più volte di una sicurezza legata agli impianti e una al fattore umano. Come fare perché queste due sicurezze si armonizzino al meglio fra di loro?

C’è bisogno di formazione adeguata, efficace e che realmente coinvolga i discenti. Spero che le modifiche introdotte al decreto 81 sulla formazione dei preposti siano l’occasione per trasformare l’approccio della formazione in materia di salute e sicurezza, tassello fondamentale nell’intero sistema della sicurezza; purtroppo attualmente troppo spesso la formazione è considerata una pura formalità, un “obbligo normativo” piuttosto che un pilastro fondamentale del sistema.

Qual è il consiglio più importante che darebbe ad un altro responsabile della sicurezza?

Quello che realmente fa la differenza nel fare questo lavoro come ho già detto è incidere sulla consapevolezza sugli aspetti di salute e sicurezza dell’intera organizzazione aziendale: del datore di lavoro, dei delegati, dei dirigenti per la sicurezza, dei preposti, dei lavoratori e non da ultimo dei fornitori a cui sono affidati specifici servizi o lavori. È molto faticoso ma ne vale la pena.

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