La parola a Clet Abraham, artista

di Rock'n'safe
La parola a Clet
Clet
Da quando nel 2005 Clet decise di trasferirsi a Firenze, la nostra città è diventata una tappa obbligatoria per tutte le persone che amano l’arte urbana. Oggi abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con questo artista, scoprendo tutto ciò che si nasconde dietro le sue opere…

 

 

Cosa ti ha spinto a scrivere un libro? In che modo le parole del libro aggiungono contenuti alle tue opere?

Sono stato spinto da alcuni recenti avvenimenti legali per cui ho avuto la necessità di difendermi di fronte alla giustizia. Utilizzare quindi il verbo, mettere in parole il mio operato, è diventato inevitabile. Non so però ancora dire quanto questo possa aver aggiunto, o magari tolto, al mio lavoro.

La tua arte si esprime molto sui cartelli che sono simbolo di regole. Qual è il tuo pensiero sulle regole per salvaguardare la vita delle persone?

Non sono aprioristicamente contro le regole, ci tengo a ricordare che sono un riferimento ma non sono tutto. Sono molto più importanti la coscienza e la responsabilità perché in un sistema burocratico, e quindi ampiamente regolamentato, queste diventano uno strumento deresponsabilizzante, rischiano di essere seguite e sfruttate ben al di là del loro valore intrinseco.

La parola a Clet

L’etica come il grande libro personale delle regole che ci poniamo. Perché in molti non le rispettano e dobbiamo rifarci agli obblighi coercitivi della legge?

L’etica è una questione profonda e spirituale e noi siamo anche animali. Dare precedenza all’etica è una battaglia interiore costante, non sempre e non tutti siamo disposti a questo sforzo. Se la legge può essere un palliativo, spesso tardivo e incompleto, l’educazione e la ricerca dovrebbero essere la sostanza dei nostri sforzi.

Come è stata l’esperienza di scrivere un libro? Pensi che potranno esserci futuri capitoli?

É stata un’esperienza entusiasmante ma anche frustrante per via della mia mancanza di esperienza e conoscenza in materia. Vorrei imparare e ottenere una maggiore consapevolezza del mezzo letterario per modificare, migliorare e continuare questo primo approccio.

La parola a Clet

 

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