Dal 1987 al Nichilismo Stradale

di Daniele Andrea Bilanzuoli
Dal 1987 al Nichilismo Stradale

L’anno 1987 fu proprio speciale. Whitesnake, Aerosmith, Guns’n’Roses, Def Leppard, paladini del Metal e Hard Rock, si contendevano la vetta della classifica Billboard con la regina ed il re del Pop, Veronica Ciccone ed il sig. Jackson ex Jackson Five. Gli album dal 1984, complici i Van Halen, si strutturavano con una o al massimo due ballad, la tastiera aggiunse quel quid in più, le canzoni oltre i 5 minuti non esistevano. In quel periodo si scrivevano le canzoni per il gusto di celebrare la vita ed il divertimento, se passeggiavi sulla Sunset Boulevard trovavi ogni tipo di artista e meteora o futura groupy.

Si pensava potesse solo andare meglio ma l’apice era vicino dall’essere raggiunto, da lì a poco (il 1989 per inciso).

La vita stessa ed il lavoro sembravano intoccabili ma all’apparenza. Le strade sembravano sicure.

Quindi cosa accadde dietro a questo sogno ad occhi aperti? Arrivò il 1990, il Grunge era alle porte, dal basso si capiva realmente che tutto era finto e che nulla andava bene. La gente moriva lavorando, i conducenti morivano per strada.

Tutto fu solo una bella sbronza in stile Motley Crue: il giorno dopo la realtà ti dava una sberla memorabile. Kurt Cobain vinse, il grunge ebbe ragione.

Morire per strada che senso ha? Le persone quando guidano vivono al di fuori della realtà, in una sorta di vuoto cosmico e sensoriale? I conducenti sono diventati nichilisti. La vita sembra passarti davanti come una catena di montaggio e non pensano sia necessario dedicare tempo ed attenzione durante la guida, guidare è un imposizione parrebbe e a me non capiterà mai.

Proviamo ad invertire il punto di vista, pensiamo alla guida come un vero lavoro in cui dialoghi interiori come “sarò all’altezza, mi assumeranno” oppure “cosa posso studiare per non farmi trovare impreparato” vengano a galla poco prima di accendere il proprio veicolo perché a casa dopo voglio tornare… anche oggi, perché se qualcuno è impreparato, qui sulla strada, rischia la vita ed il Coin Up è solo uno.

Viviamo in un periodo in cui tutte le informazioni tecniche possono essere reperite sul Web (stando sempre attenti all’attendibilità della fonte) ma soprattutto possono essere trovate presso le Autoscuole. Mio padre mi continua a dire dall’alto dei suoi 75 anni che chiedere non costa nulla (al massimo si impara a vincere il proprio imbarazzo come dico a mia moglie).

Vale la pena rischiare la vita sulla strada per aver sbagliato atteggiamento fin da subito, fin dall’accensione del veicolo? Chiedetelo a chi ha sofferto per aver subito la mutilazione di un proprio affetto e aver lottato (perché non sempre si riesce) per quel vuoto lasciato da una vita scomparsa per colpa del nichilismo stradale, il vuoto che prende il sopravvento sull’attenzione alla guida, il vuoto che ti fa sentire più fortunato perché, lo ripeto, a te succederà se non fai attenzione altroché!

Dal 1987 al Nichilismo Stradale

Sii umile, chiedi, studia e vinci il tuo imbarazzo o il giudizio degli altri, al massimo a loro dirai “te lo avevo detto” ma tu quel giorno tornerai a casa e lo insegnerai alle persone amate, sarai un educatore.

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