Cultura e innovazione: il ruolo delle aziende e delle scuole

di Rita Stagnoli
Cultura e innovazione: il ruolo delle aziende e delle scuole

Con l’avvento del nuovo Governo, si rinnovano anche le consuete promesse relative alla sicurezza sul lavoro.

La nuova Ministra del Lavoro Marina Calderone ha trasmesso da subito le sue rassicurazioni con una nota che riporta che la sicurezza nei luoghi di lavoro resta in cima alle priorità dell’attività di Governo, e che “garantire la sicurezza in ogni luogo di lavoro è un obiettivo complesso che non può essere disgiunto dai percorsi educativi e di formazione”, seguendo quindi quanto già iniziato dalle precedenti legislature.

E in occasione della settimana europea per la sicurezza e salute sul lavoro si ricorda anche, tra le varie attività del Ministero e degli enti di controllo, la “straordinaria operazione di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e contrasto al sommerso nelle costruzioni nell’ambito della vigilanza 110 in sicurezza”, riportando i numeri dei cantieri e delle aziende ispezionate (377 e 794), dei provvedimenti di sospensione comminati (194) e delle gravi violazioni in materia di sicurezza (133).

Obiettivi da una parte e risultati dall’altra, che alle orecchie degli addetti ai lavori suonano però come un nulla di nuovo. A fronte di obiettivi di educazione e formazione, su cui tutti sono senza dubbio d’accordo, si trova ancora una volta una risposta fatta di ispezioni e sanzioni che, seppur necessarie, evidentemente non sono la sola soluzione alla strage silenziosa che conta ancora una media di tre morti sul lavoro ogni giorno e un numero impressionante di infortuni.

A sbloccare questo meccanismo arrugginito che va avanti ormai da troppo tempo ci provano le aziende, che sempre più numerose attuano e aderiscono a programmi di comunicazione e di educazione innovativi e a norme volontarie, e – novità! – le scuole.

Le scuole superiori stanno sviluppando progetti che coinvolgono formatori della sicurezza, per organizzare veri e propri corsi, le scuole medie inseriscono la sicurezza nei programmi formativi, con iniziative che prevedono casi pratici e attività concrete. Anche in questo caso si tratta per lo più di iniziative organizzate spontaneamente da singoli docenti, che sembrano rispondere a quel richiamo che echeggia da tempo e che ricorda la necessità di educare i ragazzi già nelle scuole.

Ci auguriamo tutti che anche le istituzioni inizino a comprendere che è la cultura il primo, e non l’ultimo, passo da compiere per mettere in atto il cambio di rotta, e che si cominci finalmente a mettere in campo azioni concrete e attuabili a tutti, e non solamente frutto di iniziative di singoli o derivanti da azioni volontarie.

 

 

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