Seasons of Love

di Paolo Zambianchi

La canzone Seasons of Love inizia così: “Five hundred twenty five thousand six hundred minutes (cinquecentoventicinquemilaseicento minuti) ”.

In un anno ci sono 525600 minuti.

Minuti che, a volte, si vuole risparmiare prendendo una scorciatoia sulla Sicurezza, anziché compiere quel lavoro in sicurezza.

Minuti che però cambiano una vita intera, causando la morte di chi ha preso quella scorciatoia.

Minuti che cambiano la vita intera di tante altre persone.

Come mai a volte, anche noi, compiamo queste scelte. Perché preferiamo risparmiare qualche minuto andando forte in auto o mandando quel messaggio ora che stiamo guidando? Perché non pensiamo a quale impatto quei pochi minuti potrebbero avere sulla nostra vita e sulla vita di persone a noi care?

Il protagonista di questa storia, che anticipo, sarà a lieto fine, per fortuna, è Guo Gangtang. Un contadino cinese, che nel 1997 fece, insieme a sua moglie, una scelta sbagliata. Decisero, per recuperare qualche minuto, di lasciare il loro bimbo piccolo a giocare da solo, sulla soglia del loro giardino.
Quel bimbo fu rapito e da allora Guo ha cavalcato la sua moto in cerca di suo figlio, per 24 lunghi anni.

“How do you measure? Measure a year? (come lo misuri? Come si misura un anno?)”
“In daylights, (in giorni di sole)
In sunsets, (in tramonti)
In midnights, (in mezzanotti)
In cups of coffee, (in tazze di caffè)
In inches, in miles, in laughter, in strife (in pollici, in miglia, in risate, in conflitti)”

Guo di miglia ne ha fatte diverse centinaia di migliaia in questi anni. In sella alla sua moto, con una bandiera con la foto di un bambino dietro. In giro per il paese, alla ricerca di quell’unico figlio che gli è stato strappato quando aveva solo 2 anni e mezzo.

24 anni di tramonti, di notti passate al freddo o al caldo, di tazze rimediate grazie all’elemosina di qualcuno, di risate che era difficile fare e di conflitti, tanti, con se stesso, per quell’unica scelta sbagliata: lasciare solo suo figlio.
Oggi però è una giornata di sole, perché finalmente potrà rivederlo.

Non ci sperava quasi più ormai Guo. E invece, oggi sembra tutto possibile. Oggi è il suo turno.

Dopo aver visto tanti genitori che, prima di lui e anche grazie a lui, hanno potuto riabbracciare i propri figli, oggi tocca a lui. Quando si abbraccia un figlio prima di andare al lavoro, non si pensa certo che possa essere l’ultimo abbraccio. Ma per lui sembrava sarebbe stato così.
Invece alla fine, il destino ha deciso diversamente. E oggi potrà riabbracciarlo. Anche se ormai suo figlio ha 26 anni e si è perso tutte quelle volte in cui abbracciandolo avrebbe potuto sentire quel meraviglioso profumo di bimbo, che solo tuo figlio possiede.

Ci pensa per un attimo Guo, attraversando la porta di ingresso di quell’edificio. Non riesce a notare alcun particolare, cerca solo tra la folla suo figlio, ansioso di poterlo riavere tra le sue braccia.
Un abbraccio aspettato tanto, un abbraccio meritato, per tutti gli forzi e tutta l’energia che ha messo in questi 24 anni di continua ricerca.

Non ricorda più quanti siano stati questi 24 anni: pensa solo all’amore per suo figlio
“Measure in love…(misuralo in amore)
Seasons of love…(Stagioni di amore)”
Guo entra nello stanzone, vede suo figlio e gli corre incontro, provando a recuperare in quell’abbraccio tutto l’amore che ha perso e tutto quello che potrà avere ora.

Quante volte, davvero, tendiamo a dimenticarci quanto certe decisioni poco sicure possano cambiare la nostra vita e quella delle persone a noi care. Per cui, per favore, niente scorciatoie. Smettete di misurare il tempo in minuti e cominciate a misurarlo in amore.

Se non conosceste la storia e volete vedere il video della riconciliazione trovate tutto in questo articolo.

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