Life is bigger

di Vincenzo Fuccillo
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Quando voglio scrivere qualcosa la prima cosa che faccio è accendere la radio perché il silenzio mi rende difficile il pensiero, e come una vera musa le parole della prima canzone che ascolto si allineano al mio pensiero e lo accompagnano sulla tastiera; volevo scrivere due righe per Rock’n’safe e così anche oggi ho fatto lo stesso solo che invece della radio ho fatto scegliere la play list alla mia amica Teresa e così è partita … Oh Life is bigger … it’s bigger than … cambio brano? Scegliamo qualcosa di più rock? Metto su gli U2? Ascolta e pensa…

Quasi 20 anni nel settore HSE, beh … dalle mie parti all’epoca si diceva “fare le carte per la 626”, il mondo cambia molto più velocemente di quanto non sembri girandoci sopra… 20 anni sono un sacco di tempo… alza un po’ il volume Terry… I thought that I heard you sing… il mio umore segue il ritmo della ballata.

Ma davvero vuoi scrivere della CoVid? Dai non si parla di altro da nessuna parte, scegliamo un argomento diverso.

È più facile, oggi, perdere la “religione”. È più facile vedere ragione e convinzioni vacillare, quando le emozioni sono troppe e la realtà impone cose da fare ed “organizzare” per salvare l’arca su cui tutti siamo; quando per la prima volta anche noi HSE siamo stati messi personalmente di fronte alla dicotomia fra sicurezza sul lavoro o sicurezza del lavoro, quando improvvisamente i nostri consigli diventano principalmente per noi.

Capita allora di voler cedere, di voler dire “signor sì” ed annuire a chi ancora non trova appigli di ragionevolezza nelle scelte di vita che tutti stiamo compiendo. A chi proprio non vuol capire. A chi fino a ieri considerava intollerabili 3 morti al giorno ed oggi afferma che 500 al giorno sono statisticamente ammissibili pur di non fermare la giostra.

That’s me in the corner, That’s me in the spot-light, Losing my religion, capita anche di volerlo urlare il proprio disagio comunicativo, o di stare zitti Oh no I’ve said too much e viene la voglia di rispondere: “Life is bigger, it’s bigger than you, and you are not me…” ricordando a quel qualcuno che la vita è davvero più grande di noi, ed è un punto da cui – Stipe lo sa – qualsiasi interazione dovrebbe partire.

I haven’t said enough e allora noi continuiamo a comunicare, a parlare di sicurezza, ad inseguire il cambiamento culturale… e non perdere la nostra religione consider this, The hint of the century e a regalare il nostro monito come il “consiglio del secolo”.

Il punto è che, malgrado tutta questa negatività che incombe su di noi, malgrado le strategie del terrore alternate al negazionismo, noi dobbiamo continuare a comunicare. La lotta contro il Covid ci porterà spesso a pensare di perdere la religione, ma sappiamo di dover resistere, sapendo un giorno di poter pensare: “That was just a dream, Just a dream, just a dream“.

Non voglio parlare di CoViD, Teresa, voglio parlare di futuro, voglio continuare a sperare in un futuro migliore e continuare a fare la mia piccola parte per riuscirci!

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