Letterina di Natale

di Giuseppe Laregina
letterina a natale

C’è la luna sui tetti

C’è la notte per strada.

Le ragazze ritornano in tram.

Ci scommetto che nevica,

Tra due giorni è Natale,

Ci scommetto dal freddo che fa.

 

Sono le parole con cui inizia la canzone “Natale” di Francesco De Gregori datata 1978. Accompagna da decenni la mia vita. E guarda caso è proprio di Francesco De Gregori il primo concerto vissuto assieme a quella che 39 anni fa era la ragazza dei miei sogni e che poi è diventata la donna della mia vita.

Altri tempi, zero digitale, una vita tutta analogica, di quando si girava con il Tutto Città tra le mani e perdersi per poi ritrovarsi era la norma…

Ma torniamo a De Gregori perché in effetti ci siamo, tra poco è Natale e ognuno di Noi ha il diritto di preparare la sua letterina a Babbo Natale con la lista dei regali che vorrebbe ricevere.

Il mio desiderio in ambito professionale?

Semplice, un mondo del lavoro capace di mettere al bando gli “stronzi”. Sapete bene di chi parlo.

Quelli che ti fanno passare la voglia di andare in ufficio la mattina.

Quelli che “Maronna, ma che angoscia sta riunione”.

Quelli che “Grazie al cielo hanno inventato lo smart working così resto a casa e non devo avere a che fare con quello s£$%zo!”.

Vogliamo passare dal subire al reagire?

Provare a costruire quelle difese immunitarie che possono aiutarci a superare l’effetto devastante da “stronzo” in avvicinamento?

Durante le vacanze di Natale concediamoci il tempo per leggere un libro di qualche anno addietro.

Un manuale di autodifesa scritto da Robert I. Sutton, professore di Scienza dell’Ingegneria Gestionale presso l’Università di Stanford, intitolato “Il metodo antistronzi”.

Ossia, come racconta la copertina:

Come creare un ambiente di lavoro più civile e produttivo o sopravvivere se il tuo non lo è

Un libro, come scrive l’autore, dedicato a chi subisce abusi da parte di superiori e colleghi, ma anche a chi ha il potere (oltre che l’interesse) di cambiare le cose”.

Prendo in prestito dal libro un paio di spunti per illustrare quanto sia problematico vivere in un contesto dominato dalla “stronzattitudine”.

  • Il primo passo è considerare la stronzaggine come una vera e propria malattia contagiosa. Una volta che il disprezzo, la rabbia e l’astio si sprigionano (o qualcuno li sprigiona), si propagano come un incendio.”.

Racconta l’autore:

  • Gli stronzi creano una sorta di vuoto di civiltà che risucchia ogni stilla di calore umano e di cortesia e li sostituisce con la freddezza ed il disprezzo. Pericoli di questo genere echeggiano in alcuni consigli che mi ha dato il compianto Bill Lazier che ha insegnato Economia Aziendale ed Imprenditoria a Stanford”.

Bill Lazier, ex dirigente di successo oltre che fantastico insegnante, diceva sempre:

  • Quando ti offrono un lavoro o entri a far parte di un gruppo, guarda attentamente le persone con cui lavorerai, e non solo se sono capaci o meno. Se i tuoi futuri colleghi sono egoisti, cattivi, ottusi, immorali, o anche semplicemente oberati di lavoro o disturbati, ci sono scarsissime possibilità che tu riesca a trasformarli in persone migliori e che l’atmosfera sul lavoro diventi più sana, anche se si tratta di una piccola azienda. Se entri a far parte di un gruppo di stronzi, è molto facile che tu ne venga contagiato.”

Il libro “Il Metodo Antistronzi” è suddiviso in 7 capitoli:

  1. Come si comportano gli stronzi e perché ne conosciamo tanti.
  2. I danni: perché il metodo è necessario.
  3. Come introdurre il metodo, applicarlo e tenerlo in vita.
  4. Come tenere a bada il proprio “stronzo interno”.
  5. Nel regno degli stronzi: piccoli consigli per sopravvivere in ufficio.
  6. Le virtù degli stronzi.
  7. Il metodo antistronzi come stile di vita.

Ed è arricchito dalla prefazione di un Grande Maestro del management italiano come Pier Luigi Celli che illumina i primi passi del nostro cammino con queste (ed altre) pungenti riflessioni:

Gli stronzi hanno questo di bello, che li annusi al primo colpo e non ti sbagli quasi mai.”.

È capitato anche al sottoscritto di lavorare in un ambiente tossico. Un contesto dove c’era davvero abbondanza di “stronzi”. Una vera collezione tipo album delle figurine di personaggi poco raccomandabili: egoisti, cattivi, ottusi, immorali ed ipocriti in azione da mattina a sera.

Per fortuna questa sventura mi è capitata quando avevo abbastanza chilometri di esperienza lavorativa nelle gambe.

Perché lavorare in contesti simili è davvero faticosissimo sia dal punto di vista fisico che mentale, farlo da persona inesperta sarebbe stato un vero dramma.

Sarebbe stato molto complicato se avessi avuto la disavventura di finire in un tale covo di “stronzi” in giovane età. Il mio equilibrio sarebbe stato messo quotidianamente a dura prova.

Proprio per questo motivo mi piacerebbe davvero che in occasione del prossimo Natale si realizzasse un desiderio.

Quanto bello sarebbe se sotto l’albero di ognuno di Noi la mattina del 25 dicembre ci fosse un pacchetto con dentro un regalo dal valore inestimabile: la sparizione di tutti gli “stronzi” presenti nel nostro mondo chiamato lavoro.

Non credete a Babbo Natale?

Allora fate qualcosa di più concreto: regalatevi o fatevi regalare il libro di Robert I. Sutton.

La lettura del libro Il metodo antistronzi sarà il primo passo verso la salvezza personale.

Perché la sicurezza non è solo fisica, ma è anche di natura psicologica.

Non dimentichiamocelo mai.

 

 

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