La sicurezza dagli occhi dei bambini

di Daniele Andrea Bilanzuoli
La sicurezza dagli occhi dei bambini

I Whitelion nel 1987 cantavano:

“Little child dry your crying eyes

How can I explain the fear you feel inside

‘Cause you were born into this evil world

When man is killing man and no one knows just why

What have we become just look what we have done

All that we destroyed you must build again”

Parliamo di sicurezza ma non ci rendiamo conto che il vero e unico investimento sia l’educazione dei più piccoli e giovani, tutto il resto sono solo regole che non servono a dare una svolta alla situazione attuale, contengono momentaneamente per dar libero sfogo alle persone di arginarle in un secondo momento. Siamo esseri che non puoi imbrigliare in procedure e pretendere siano eseguite sempre e comunque.

Cosa ci rimane nell’ambito della sicurezza stradale da mostrare?

Esatto mostrare con il proprio esempio… i bambini sono senza pregiudizio e sanno esprimere la semplicità nella verità delle proprie parole e fatti.

A chi spetta mostrar loro la via?

Un sistema familiare che sia libero di riflettere con strumenti adeguati. Non si finisce mai di imparare sfumature di vita quotidiana e come tale non si deve mai sottovalutare la capacità di trasmettere la sicurezza in guida ai propri osservatori legittimi, i propri figli.

Prima della pausa estiva e con la testa scarica di idee fresche, questo messaggio è l’unico che mi premesse trasmettere ai lettori.

Verso i 10 anni i bambini iniziano a rendersi conto e iniziano ad adottare le prime misure preventive, a 13 anni la maggior parte di loro non ha consapevolezza piena delle informazioni utili per anche solo attraversare la strada, durante l’adolescenza sono sono silenziosi e ribelli osservatori dei genitori.

Nei prossimi articoli vi mostrerei dei pratici suggerimenti per aiutare a dialogare in macchina con loro educandoli, sempre che non preferiate il vostro fido cellulare. Educare significa tirar fuori, letteralmente, e spetta agli adulti mostrarlo con il dialogo e con il proprio buon esempio. Certo bisogna essere in grado di riconoscere uno sbaglio in guida, se si persevera con il “chissenefrega” ”non importa” “lo faranno gli altri” non andremo molto lontano e vi saranno altri utenti della strada che la penseranno nella stessa maniera la dove la situazione sulle strade peggiora di anno in anno.

La scuola può introdurre corsi di educazione civica, alcune lo fanno, ma la guida viene sempre esclusa.

Una parte importante della condizione della sicurezza parte dalla tenera età, facile da veicolare tramite giochi didattici stimolanti e facili da comprendere, senza l’uso dei dispositivi mobile. Simulare giocando è la miglior maniera per insegnare a riflettere ma per smetterla di sentire i bambini dire “mio papà/mamma sbagliano, etc…” ci dovremmo pensare Noi adulti a mostrarlo in ogni occasione che ce lo permetta.

 

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