Il nostro “Higher power”

di Sergio Masi
Higher power

A volte non è facile. Anzi, spesso non è facile.

Quando si dedica tutta la propria vita ad un valore, come lo è quello della sicurezza, si fa fatica a vederlo così ripetutamente svilito e umiliato.

Intanto che tutti siamo impegnati a contare il numero di contagi e di vittime che fa il Covid-19, l’INAIL condivide il numero della “non sicurezza” dell’anno appena trascorso.

Nel 2021, 1.221 famiglie hanno perso una persona amata. Se fate due conti noterete che sono di più delle 3 vittime al giorno di cui si parlava negli ultimi anni. Inoltre abbiamo totalizzato ben 555 mila infortuni (questi sono quelli segnalati, quindi immaginate che il numero reale sia ben maggiore) e 55 mila patologie di origine professionale.

Non è facile.

E così noi appassionati della sicurezza, anche quelli un po’ d’annata come me, provano sempre di più la sensazione di essere like a broken record that is not playin’ right (“come un disco rotto che non suona bene”), usando più o meno le parole dei Coldplay nella canzone “Higher Power”.

Ma è questo che siamo? Dischi che girano a vuoto le stesse note trite e ritrite? O possiamo essere di più?
Possiamo essere elettricità e (ri)connetterci fra di noi e con noi stessi!

Auguro a tutti coloro che hanno scelto o che stanno scegliendo di percorrere la strada a cui io ho dedicato tutta la mia vita di mantenere sempre la capacità di ravvivare le proprie litanie con elettricità sempre nuova, sempre pronta a risorgere.

“You′ve got a higher power”, tu hai un potere superiore. Le parole della canzone rivolgiamole a noi stessi. Guardiamoci allo specchio e diciamo alla nostra immagine riflessa: “Tu hai un potere superiore”. Sta a noi essere la fonte inesauribile della nostra elettricità luminosa.

“This joy is electric
This joy is electric and you’re circuiting through
I′m so happy that I′m alive”

Questa gioia è elettrica
Questa gioia è elettrica e tu sei il circuito che l’attraversa
Sono così felice di essere vivo.

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